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giovedì 30 luglio 2015

Rai: Governo battuto al Senato, martedì voto Vigilanza

La riforma della Rai avrà con ogni probabilità il via libera del Senato domani, ma sarà una vittoria a metà per il governo, battuto oggi su uno dei punti chiave del disegno di legge: la delega all'esecutivo sulla riforma del canone, che è stata soppressa, con il sì di 19 senatori della minoranza Dem e dei verdiniani, che non hanno garantito il loro sostegno alla maggioranza.

L'incidente arriva all'indomani della decisione di andare al rinnovo del cda con la legge Gasparri, che Palazzo Chigi ha tentato fino all'ultimo di scongiurare. La Commissione di Vigilanza ha deciso di votare già martedì per l'elezione di sette dei nove membri del cda di competenza della bicamerale con un'accelerazione che ha scatenato la protesta di M5S. L'accusa è che ci sia un accordo tra Pd e Forza Italia non solo per arrivare alla spartizione dei consiglieri, ma anche per blindare la maggioranza dei due terzi necessaria per il presidente. Anche la minoranza Dem non nasconde le proprie perplessità sulle modalità con cui si è arrivati al rinnovo per il cda, ma nel Pd è soprattutto lo stop di oggi a Palazzo Madama a pesare.

Se Lorenzo Guerini minimizza, sostenendo che «è fisiologico andare sotto su qualche emendamento» e che «se necessario si correggerà alla Camera», dall'altra Matteo Orfini avverte che «se il dissenso diventa consuetudine» si finisce con «smontare il partito». Per Forza Italia quello del Senato non è solo un incidente. «Verdiniani o non verdiniani la maggioranza non c'è più. Good morning Vietnam-Senato», scrive su twitter Renato Brunetta. «La riforma della Rai di Renzi è carta straccia come lo è lo stesso presidente del Consiglio», attacca il presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico (M5S).

Parole arrivate a Palazzo Madama mentre crescevano i timori della maggioranza su un possibile ulteriore stop, questa volta sull'art.2 del ddl, quello centrale con le nuove regole sulla governance, poi scemati in serata dopo la decisione della minoranza Dem di non forzare la mano sul'introduzione del sistema duale.

Dalla prossima settimana i giochi si sposteranno tra Palazzo San Macuto e Palazzo Chigi. Il premier dovrebbe indicare nei prossimi giorni il nome del dg e del presidente. Secondo i rumors, non è escluso un tandem tutto al femminile. Per la guida aziendale circolano i nomi di Marinella Soldi di Discovery e Tinni Andreatta, attuale direttore della fiction della tv pubblica, ma sarebbero in corsa anche uomini di prodotto come Andrea Scrosati di Sky o Andrea Castellari di Viacom. Per la presidenza si fa il nome di Luisa Todini, che potrebbe piacere a Forza Italia (anche se la loro prima scelta è Antonio Pilati), ma pare più probabile che si opti per un volto noto della Rai (probabilmente un ex, come ad esempio Giovanni Minoli) o un profilo istituzionale che possa svolgere un ruolo di garanzia. Quanto ai consiglieri, la maggioranza dovrebbe averne quattro, due il centrodestra. Circolano, tra gli altri, i nomi di Antonio Campo Dall'Orto, Ferruccio De Bortoli, Marcello Sorgi, Bianca Berlinguer. Anche M5S avrà un proprio rappresentante: la figura in pole position è quella di Carlo Freccero.

(Fonte: Ansa)

CdA Rai vota tre vicedirettori alla Tgr

In una giornata bollente sul fronte Rai, arrivano anche nuove nomine dal consiglio di amministrazione che si è riunito a Viale Mazzini. Con ogni probabilità le ultime della gestione del dg Luigi Gubitosi, che si appresta a passare il testimone nelle prossime settimane.

Sono tre le nomine a vicedirettori della Tgr decise dal consiglio. Giuseppina Paterniti, Ines Maggiolini, Renato Cantore. Si tratta di tre avvicendamenti: i nuovi vicedirettori sostituiscono Giuseppe Gioia, Carlo Verna e lo scomparso Pietro Pasquetti. La scelta del consiglio è arrivata proprio mentre la Vigilanza decideva la convocazione per martedì prossimo per l'elezione dei sette membri del cda di sua competenza e in Senato andava in scena la sconfitta del governo, battuto sull'art.4 con la delega sul canone.

(Fonte: Ansa)

Virzì, serve riforma per Rai più moderna

Serve «una riforma, per avere una Rai più moderna, perché ci sia un mercato, e si accettino delle sfide. I produttori e autori non possono essere servi di un sistema». Ne è convinto Paolo Virzì che stamattina alla Casa del Cinema era alla presentazione delle proposte illustrate dai 100Autori per la riorganizzazione editoriale e industriale della produzione di fiction, documentario, animazione e contenuti per il Web della Rai, in vista della riforma dell'azienda pubblica.

Suggerimenti per riconfigurare l'assetto della Rai e ridistribuirne le risorse valorizzando i talenti, i nuovi linguaggi e il ruolo di autori e produttori indipendenti. Tra i punti principali c'è l'idea di diversificare l'impegno della produzione in 4 direzioni editoriali autonome ma in costante dialogo: una con missione generalista per la diffusione di prodotto destinato prioritariamente ad un pubblico domestico; una che produca contenuti a vocazione internazionale; una per sperimentare nuovi formati e linguaggi destinati al Web; e una per lo scouting, il tutoraggio e debutto di nuovi autori e produttori.

Tra gli altri punti, un budget per i canali destinati all'infanzia (Gulp e Yoyo) di produzione e/o coproduzione adeguato a coprire non meno del 50% del complessivo volume di messa in onda; quote specifiche per i documentari su ciascuna delle reti; l'introduzione di penali a carico dei broadcaster in caso di mancato adempimento delle quote obbligatorie di investimento e programmazione; budget adeguati per tutte le direzioni editoriali e una ridistribuzione della quota dei diritti per i produttori (non meno del 25% sulla totalità dei proventi dell'opera) e gli autori (non meno del 5%).

«Non siamo qui per criticare ma per rispondere ad uno scenario in atto, a nuovi player, nuovi stili narrativi e al cambiamento del pubblico» sottolinea Francesco Bruni, presidente dei 100Autori. «Speriamo che il mondo politico e il governo leggano e discutano queste proposte» dice Andrea Purgatori, coordinatore nazionale dell'associazione. E sul progetto di riforma Rai approdato al Senato, aggiunge «mi pare curioso che il dibattito sul nuovo cda preveda un ruolo per tutti i gestori di contenuto e non per chi i contenuti li fa».

(Fonte: Ansa)

Europa League, andata terzo turno preliminare: alle 21 Sampdoria-Vojvodina (tv Rai 2, Rai HD)

mercoledì 29 luglio 2015

Rinnovo Cda Rai con la Gasparri, riforma rischia stop

Il governo, alla fine, ha dovuto arrendersi: tra le minacce di ostruzionismo dell'opposizione e i mal di pancia nel Pd, rinnovare il consiglio di amministrazione Rai con la nuova legge avrebbe comportato tempi lunghi e una faticosa battaglia in Parlamento. Così, il premier ha deciso di rompere gli indugi e, tramontata l'ipotesi di un decreto, di procedere con la legge Gasparri. La decisione è stata comunicata ai membri Pd della Commissione di Vigilanza e formalizzata con una lettera alla bicamerale del ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan, in qualità di azionista della tv pubblica, con l'invito ad andare avanti in tempi brevi con l'elezione di sette dei nove membri del cda.

La scelta è arrivata, con una accelerazione un po' inattesa, alla vigilia della votazione finale in Senato sul disegno di legge, scompaginando le carte della trattativa e provocando dubbi tra i parlamentari sulla necessità, a questo punto, di procedere a tappe forzate per l'approvazione. Da un lato la capigruppo ha deciso di andare avanti con il calendario prefissato, che prevede per venerdì 31 il sì di Palazzo Madama, dall'altra però ha deliberato di convocare una nuova riunione domani alla luce delle novità che verranno fuori.

Sono ore frenetiche, infatti, per tentare di trovare la quadra. Mentre il governo annunciava la presentazione di nuovi emendamenti, che dovrebbero aprire le porte alle richieste di M5S (su incompatibilità per l'elezione a membro del cda e sulla trasparenza nella gestione aziendale) e Lega Nord, con il conseguente ritiro di molti degli oltre 1500 emendamenti presentati, Forza Italia prometteva battaglia. «Questo provvedimento di riforma della Rai contiene dei veri obbrobri», attacca il capogruppo Paolo Romani, contestando la scelta di lasciare invariato il termine per il voto. Ostruzionismo, dunque, con la presentazione di almeno 500 subemendamenti, alla scadenza di domani alle 9.30. Ottenuto il voto con la legge attuale, salutato con un tweet da Maurizio Gasparri, gli azzurri puntano anche a fermare la riforma che pure avevano contribuito a modificare. Contro il governo anche il Movimento 5 Stelle, che parla di volontà lottizzatoria.

Domani sarà una giornata decisiva: i membri Pd della Vigilanza si incontreranno in mattinata per decidere come procedere, poi alle 14 l'ufficio di presidente della Vigilanza deciderà le tempistiche. Il presidente Roberto Fico ha sollevato alcune perplessità sulla possibilità di votare prima della pausa estiva, annunciando la volontà di rivedere il regolamento. Un accordo tra le forze politiche è necessario per procedere, soprattutto perché il presidente deve avere i due terzi dei voti. Secondo i calcoli, quattro membri del cda andranno al Pd (ma uno potrebbe finire alle sigle minori), due al centrodestra, uno a M5S. Al Tesoro spetta indicare il proprio componente. L'attesa, però, è soprattutto per il dg su cui Matteo Renzi dovrebbe avere le idee ormai chiare. La scelta dovrebbe ricadere su una donna: in corsa Marinella Soldi di Discovery, Patrizia Grieco, presidente di Enel, e la toscana Antonella Mansi, ex presidente della Fondazione Mps.

(Fonte: Ansa)

Rai, da oggi prima in Europa con Bilancio sociale

La Rai da oggi è la prima azienda radiotelevisiva italiana ad avere un proprio bilancio sociale e la prima in Europa ad averne uno certificato. A presentare i risultati, il presidente Anna Maria Tarantola e il direttore generale Luigi Gubitosi, insieme a Costanza Esclapon, direttore Comunicazione e relazioni esterne.

«Questo bilancio - esordisce il presidente Tarantola - è la prima tappa di un percorso per rendere la Rai sempre più servizio pubblico, sottolineando i valori di responsabilità sociale e sostenibilità. Ed è anche un modo per garantire trasparenza e concretizzare la propria indipendenza. Per noi - prosegue - è fondamentale il rispetto sostanziale, e non formale, delle regole e dei valori condivisi. Si può dire che il fil rouge del nostro operato è fare la differenza anche e soprattutto nel mondo multipiattaforma e digitale. Presentare ora il Bilancio e non attendere che tutto il processo fosse completato - dice ancora - è una scelta coraggiosa, una presa di coscienza di quello che è stato fatto e che si deve ancora fare».

Iniziativa pionieristica a livello europeo, il Bilancio sociale della Rai, spiega la Esclapon, «è anche il primo a essere certificato a un'azienda radiotelevisiva europea. Neanche la BBC ne ha uno certificato e a quanto ci risulta solo France Tv sta facendo delle verifiche interne». Realizzato da un'area interna apposita, il Bilancio Rai è diviso in 10 capitoli: Identità, Governance, Riferimenti economici, Etica e trasparenza di gestione, Componente tecnologica, Offerta radio e tv, Teche, Impegno sui temi del sociale, Risorse umane e Ambiente.

Nel capitolo Offerta, i numeri di ciò che abbiamo visto nel 2014: il «71,4%» lo spazio dedicato dalle tre reti generaliste ai generi predeterminati a fronte del 70% dell'obbligo di contratto di servizio. Il 27,5% è per l'informazione, 4% sport, 13,8% produzioni italiane ed europee, 10,7% cultura, 10,1% programmi di servizio, 5,3% offerta per bambini, 10,3% film e fiction extra europee, 18,3% intrattenimento. Cresce il web con una media mensile di 176 mila pagine viste (nel 2013 erano 149 mila) mentre i soli Podcast radio nel 2014 hanno toccato gli 80 milioni di download. Tra i temi sensibili promossi, le donne, la tutela dell'infanzia, disabilità e inclusione sociale.

«Un bilancio sociale - commenta Gubitosi - dovrebbe far parte di ogni azienda pubblica. Raccontare tutto questo agli stakeholders serve anche ad aiutare loro a darci il giusto feedback. Il bilancio deve essere uno strumento di lavoro per noi e per gli altri, perché ci comunichino dove possiamo far meglio».

(Fonte: Ansa)

domenica 26 luglio 2015

Braccialetti Rossi, 3a serie in primavera tra perdite importanti e spy story

«La terza stagione di 'Braccialetti Rossi' ci sarà e arriverà su Rai Uno in primavera». Ad annunciarlo con un video messaggio al Giffoni Film Festival è Giacomo Campiotti, regista della fortunata serie tv. «Le emozioni saranno le stesse: amore, amicizia e coraggio -ha svelato il regista- Il sentimento tra Leo e Cristina proseguirà, quello tra Nina e Vale avrà sviluppi altalenanti e, a sorpresa, Toni troverà il grande amore. I ragazzi affronteranno ancora tante lotte e battaglie e si mostreranno molte volte meglio degli adulti. Leo dovrà scoprire qualcosa legata al suo passato che torna e che lo porterà dentro ad una spy-story». L'ospedale, assicura Campiotti, «sarà ancora un luogo di dolore ma anche di possibilità su come affrontare le sfide. Davide sarà presente anche nella prossima stagione e avrà una missione particolare. Ci sarà una perdita importante che avrà però uno sviluppo inaspettato».

Al Giffoni Festival tutto il cast - Carmine Buschini (Leo), Aurora Ruffino (Cristina «Cris» Barni), Brando Pacitto (Vale), Pio Luigi Piscicelli (Toni), Lorenzo Guidi (Rocco), Mirko Trovato (Davide), Denise Tantucci (Nina), Lorenz Alviar Tenorio (Chicco), Angela Curri (Bea), Cloe Romagnoli (Flam) - è stato protagonista di un coinvolgente e affollatissimo meet&greet con i ragazzi della manifestazione. Accolto con grandi ovazioni dai tanti giovani presenti, ognuno di loro ha raccontato le proprie emozioni nel fare parte di questo fortunato progetto. «Vogliamo ringraziare tutto il pubblico, il successo viene dai tanti ragazzi che ci seguono e che non hanno paura di affrontare tematiche così difficili - ha affermato Brando Pacitto, Vale nella serie - Chi vive nel quotidiano quelle situazioni ci scrive per dirci grazie, ci racconta che ora non ha più vergogna di andare a scuola senza capelli». «Abbiamo saputo di bambini che all'interno di ospedali hanno formato dei gruppi di Braccialetti Rossi - ha proseguito Aurora Ruffino (Cristina) - Questa per noi è una grande vittoria». Per la piccola Cloe Romagnoli (Flam) «'Braccialetti Rossi' non è solo un film sulla malattia ma soprattutto sull'amicizia, sentimento capace di combattere qualsiasi cosa». Mentre per Angela Curri (Bea) new entry della seconda serie. «È una fiction di grandi emozioni che riesce a farti sentire parte di un gruppo. Forse abbiamo tanto successo perché il pubblico si sente parte di noi, a me da spettatrice era accaduto così». Pio Luigi Piscicelli (Toni) ha raccontato «Nella prima stagione il nostro scopo era divertirci, pian piano però abbiamo capito che avevamo delle responsabilità. Il successo penso sia dovuto alla spontaneità, così ci siamo lasciati andare».

(Fonte: Adnkronos)

martedì 15 luglio 2014

Agcom: Sky prima per ricavi nel 2013; aggiornare legge par condicio

Si conferma il primato dei ricavi televisivi di Sky in Italia. Il dato emerge dall'ultima relazione dell'Agcom, secondo cui nel 2013 il gruppo di Rupert Murdoch ha registrato in Italia un fatturato di 2,6 miliardi di euro, segnando un calo del 3,5% sull'anno prima. Il grosso dei ricavi - spiega l'Agcom - è arrivato dalla pay tv (2,3 miliardi), che sempre nel 2013 ha totalizzato in Italia una quota di mercato del 77,8%, contro il 79,1% del 2012. Più contenuto il calo dei ricavi della Rai che si colloca in seconda posizione con ricavi pari a 2,3 miliardi (-1,6%), mentre per quanto riguarda il gruppo Mediaset, lo scorso anno ha riportato ricavi per 2,2 miliardi, con una frenata dell'8,2%. La quota di mercato della pay tv del Biscione si è invece attestata al 19,1%, in crescita sul 2012 (17,6%). Una vera e propria impennata ha infine interessato Cairo Communication che nel 2013 ha visto i propri ricavi aumentare del 268,9% a 136 milioni di euro.

Lo scorso anno il fatturato dell'intero settore delle comunicazioni ha registrato un fatturato pari a 56,1 miliardi di euro, in calo di 5,4 miliardi (-9%) rispetto ai 61,4 del 2012 (quando si era registrato un calo sul 2011 del 6,7%). Una dinamica negativa - spiega l'Agcom - imputabile oltre che alla generale crisi del settore, dal calo dei prezzi dei servizi. Nel dettaglio, lo scorso anno il comparto Tlc ha registrato un calo di fatturato del 10,7% a 34,4 miliardi, affossato in gran parte dal crollo del fatturato sulla rete mobile (-13,8%). Il valore del comparto media (radio, tv, internet, quotidiani e periodici) si è attestato invece a 14,7 miliardi (-6,9%), spinto al ribasso soprattutto dai periodici (-17,2%) e dai quotidiani (-7%). Resistono invece tv a pagamento (-2%) e internet (-2,4%) mentre frena decisamente la tv gratuita (-5,9%). Per quanto riguarda i servizi postali invece, l'Agcom rileva un calo più contenuto a 6,9 miliardi (-2%) sul 2012.

Secondo l'Agcom, è proseguito nel 2013 il calo della pubblicità, si è registrata infatti una contrazione del 10,9% sul 2012, a 7,4 miliardi di euro. Nel dettaglio la pubblicità è crollata nei periodici (-24,1%) e nei quotidiani (-13,2%), mentre sugli annuari si è addirittura registrato un calo del 30%. Per quanto riguarda la televisione, lo scorso anno la raccolta è calata del 10% a 3,2 miliardi, mentre quella sulla radio ha fatto segnare una frenata del 6,4% a 461 milioni. In calo anche la pubblicità su internet (-2,5%).

La tv e la politica sono cambiate rispetto al 2000 anno in cui è stata disciplinata la par-condicio: per questo occorre che la politica rimetta mano alla legge per "coniugare la irrinunciabile esigenza di assicurare una efficace tutela del pluralismo informativo con l'evoluzione del panorama mediatico e politico". Così il presidente dell'Agcom, Angelo Cardani, nel corso della relazione annuale dell'Authority, sottolineando come le elezioni europee del 2014, hanno mostrato "che la comunicazione politica su cui il legislatore aveva costruito il baricentro della par condicio, rappresenta un veicolo di informazione ormai superato: i dati di ascolto evidenziano una scarsa attenzione del pubblico verso questa tipologia di programmi".

Nel merito si è espressa nell'introduzione alla relazione anche il presidente di Montecitorio: "Le regole della par condicio meritano di essere considerate un capitolo essenziale del dibattito in corso sulle riforme costituzionali e sulla legge elettorale". Boldrini è convinta che bisogna rimodellare le regole che assicurano parità di condizioni tra tutti i soggetti politici "sulla base delle scelte che faranno Senato e Camera: per garantire il giusto equilibrio, tra maggioranza e minoranze, tra diritti del governo e diritti delle opposizioni e per evitare che nell'informazione televisiva, ancora determinante nel processo di formazione degli orientamenti di voto, funzionino, per dirla col linguaggio delle riforma elettorale, troppe alte soglie di accesso".

"Spero che le forze politiche sappiano partecipare al dibattito sulla nuova Rai facendo un passo indietro, senza interferire, e liberandosi del radicato vizio di chiedersi 'al mio partito cosa tocca?', ma guardino ad un orizzonte più ambizioso: come il servizio pubblico può contribuire a darci un Paese più moderno, aperto, inclusivo, curioso, che rifiuti gli stereotipi, che sia capace di alzare lo sguardo oltre il cortile di casa". ha affermato inoltre Boldrini, auspicando "un dibattito che coinvolga non solo gli 'addetti ai lavori', ma tutti i cittadini che nella società, nella scuola, in famiglia, ogni giorno sperimentano gli effetti della comunicazione e chiedono al servizio pubblico di svolgere di più e meglio la sua funzione. Dalle polemiche innescate dal contributo Rai nel cosiddetto decreto Irpef è derivata una decisione del Governo che reputo importante e positiva: quella di anticipare il rinnovo della concessione tra lo Stato e l'azienda, senza aspettarne la prevista scadenza del maggio 2016. La discussione pubblica dei suoi contenuti è un'occasione di straordinaria importanza per capire quello che i cittadini vogliono e quello che allo sviluppo della nostra società può venire da un servizio pubblico profondamente riformato. Mi auguro davvero che la consultazione annunciata per i prossimi mesi sappia coinvolgere coloro che operano nel settore, ma ricordando che tutti coloro che pagano il canone meritano di essere considerati 'azionisti di fatto'".

"La crescente importanza della rete non deve indurre a trascurare il pluralismo informativo italiano, che fa i conti con una situazione dura", ha anche sottolineato la presidente della Camera, che ha ricordato che nel 2013 vi è stata "una fase difficile dell'emittenza locale". "Si tratta - ha aggiunto - di voci che si stanno spegnendo e che rischiano di rendere più povera l'offerta informativa, essenziale in democrazia".

"L'Italia continua a mostrare segnali di debolezza nello sviluppo e nella penetrazione di reti digitali di nuova generazione e di accesso ai servizi più innovativi", ha rilevato Cardani. "Sebbene nell'ultimo anno si sia parzialmente ridotto il divario digitale dell'Italia rispetto alla media europea, molti sforzi restano da compiere e in questo comune obiettivo l'Agcom farà la sua parte". Il presidente Agcom ha poi ricordato il ruolo dell'Authority nella risoluzione arbitrale delle controversie tra "operatori e operatori-utenti, che ha ridotto i tempi del contenzioso, avvicinando i contendenti all'accordo".

A tre mesi dall'entrata in vigore del regolamento per la tutela on line del diritto d'autore, "i primi risultati mostrano come l'Autorità stia effettivamente perseguendo l'obiettivo virtuoso che si era prefissata nell'affrontare il delicato tema della tutela del diritto d'autore online". Lo ha affermato Cardani. "Numerose procedure avviate, infatti -ha riferito Cardani- si sono concluse con l'adeguamento spontaneo di uploader, provider e gestori di siti internet alle richieste dell'Autorità, mostrando una risposta positiva della rete alle attività di contrasto alla pirateria, a riprova dell'efficacia del sistema introdotto". L'intervento dell'Autorità, ha sottolineato ancora il presidente dell'Agcom si fonda "per altro, sulla convinzione che il contrasto alla pirateria non possa limitarsi solo all'opera di contrasto, ma debba essere accompagnata da una serie di azioni positive volte a creare una cultura della legalità, nella fruizione dei contenuti".

lunedì 14 luglio 2014

In seconda serata su Rai 1 il magazine sui Nastri d'Argento 2014

Il meglio del cinema italiano va in onda con i Nastri d'Argento, domani su Rai 1 alle 23.15 dal Teatro Antico di Taormina. Con i sei premi assegnati quest'anno dai giornalisti a "Il capitale umano" di Paolo Virzì, in un'ora di magazine, tra premi e interviste, duetti, emozioni, risate e applausi per molti personaggi popolarissimi anche in tv. Pif, con due Nastri tra le mani, avverte i registi 'veri' che ormai ha 'scoperto' il cinema e non intende mollare, Claudia Gerini dedica il suo successo a Mariangela Melato e Monica Vitti, Claudio Amendola con Marco Giallini e Edoardo Leo -i Premi Manfredi 2014- ricorda divertenti aneddoti su Nino che proprio a Taormina salutò il pubblico per l'ultima volta, sul palco con la moglie Erminia. Premio internazionale a Alice Rohrwacher e da Cannes un Nastro anche per "Incompresa" di Asia Argento. Produttori dell'anno la coppia Procacci-Rovere e Rai Cinema per "Smetto quando voglio" di Sidney Sibilia. Anche Carlo Buccirosso e Paolo Sassanelli con Giampaolo Morelli tra un premio e l'altro per la commedia dell'anno, "Song'e Napule" dei Manetti Bros, premiata anche per la canzone, accendono di applausi il Teatro Antico nella serata in collaborazione con Taormina Arte, realizzata dal Sngci con la regia di Giovanni Caccamo e condotta in prima persona da Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani che assegna i Nastri, consegnati sul palco da tante altre «firme» del Direttivo Sngci, fin dal 1946.

Premiati anche i migliori attori 2014: Fabrizio Bentivoglio e Fabrizio Gifuni per "Il capitale umano" e dal regista Ferzan Ozpetek per "Allacciate le cinture" (Nastro al miglior casting director, Pino Pellegrino) Kasia Smutniak e Paola Minaccioni. A Taormina anche il Nastro speciale per il miglior esordio alla regia in corto a Stefano Accorsi, autore di "Io non ti conosco". Passerella e interviste, anche per Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Personaggio dell'anno Anna Foglietta, Valeria Solarino.

A decidere i vincitori è stato il voto dei giornalisti cinematografici iscritti al SNGCI -oltre cento anche quest'anno- che organizzano come sempre con il sostegno istituzionale di MiBACT -Direzione Generale per il Cinema- i premi assegnati fin dal 1946 al meglio del cinema italiano.

Torna su Rai YoYo "La Casa di Topolino"

Ritorna, per la gioia di tutti i bambini, da domani su Rai YoYo, tutti i giorni alle 19.30, «La Casa di Topolino» che li aiuterà a riconoscere forme, colori e numeri per sviluppare le abilità proprie dell'età prescolare in compagnia di Topolino, Paperino, Minni, Paperina, Pippo e Pluto.

Ogni episodio presenterà un «tema del giorno» che verrà affrontato ponendo un piccolo problema da risolvere e, a svolgere il compito, saranno proprio Topolino e tutti i suoi amici, che chiederanno l'aiuto dei piccoli telespettatori da casa. La particolarità di questa serie Disney, consiste nell'aspetto interattivo: Topolino, insieme agli amici da casa, sceglierà uno degli oggetti proposti dallo « strumentopolo» Toodles per risolvere il quesito del giorno. Ogni piccolo telespettatore, tentando di partecipare alla soluzione, imparerà in ogni puntata una nuova nozione.

Vicedirettore Tg2 Tolfa vigile e cosciente

Il vicedirettore del Tg2, Rocco Tolfa, «è vigile e non in fin di vita come riportato da alcuni organi di stampa. È ricoverato nel reparto di chirurgia maxillo-facciale e i medici stanno valutando se operarlo per il forte trauma al volto riportato dopo l'incidente». Ad affermarlo all'Adnkronos Salute è Antonio D'Urso, direttore generale dell'ospedale S.Camillo di Roma, dove è ricoverato il giornalista Rai dopo essere stato vittima di un grave incidente a Priverno (Latina) mentre era in bicicletta. «Il paziente ha risposto alle domande dei medici ma potrebbe prospettarsi un intervento chirurgico a breve», precisa il direttore generale del S.Camillo.

Gli Europei di Pallanuoto con il Settebello in diretta su Rai Sport 1

Riflettori puntati sulla capitale ungherese Budapest, per la 31a edizione del Campionato europeo di pallanuoto. Rai Sport proporrà ai telespettatori quarantasette partite dai gironi eliminatori alle finali. Tra le 12 nazionali che parteciperanno al torneo grande attesa per il nostro «settebello» guidato dal ct Alessandro Campagna, inserito nel girone A insieme a Montenegro, Grecia, Russia, Georgia e Romania. Il team azzurro, quarto classificato all'Europeo 2012, dopo il debutto con la Russia, martedì 15 luglio affronterà la Romania.

La partita sarà trasmessa in diretta su Rai Sport 1 (canale 57 DTT) a partire dalle 16.00 Per tutte le partite del torneo, sia maschili che femminili, si alterneranno in telecronaca Fabrizio Failla e Dario Di Gennaro, affiancati da Francesco Postiglione al commento tecnico. Questi gli altri incontri della giornata di martedì, in onda sempre su Rai Sport 1: alle 14.30 Russia-Montenegro, alle 19 Croazia-Spagna e alle 20.30 Ungheria-Francia.

Con "Millennium" Rai 3 non va in ferie e sperimenta tris al femminile

Il prime time d'approfondimento informativo del martedì di Rai 3 non va in ferie ma anzi sperimenta una formula tutta nuova con "Millennium", in onda da domani per 7 settimane, con un'inedita conduzione a tre tutta al femminile. Una sfida che già nel titolo gioca con il complicato inizio di questo nuovo millennio ma anche con la celebre saga dello scrittore Stieg Larsson, affidata a Mia Ceran, Elisabetta Margonari e Marianna Aprile che racconteranno attualità e politica con uno sguardo rivolto al passato, per capire cosa non ha funzionato, ma soprattutto indirizzato al futuro, provando a scardinare luoghi comuni e retorica politica. E anche un modo per Rai 3 di mantenere 'illuminato' il prime time di martedì in vista della difficile sostituzione in autunno di Giovanni Floris (passato a La7 proprio per condurre un nuovo programma al martedì, oltre ad una striscia preserale) alla conduzione di "Ballarò".

Le tre giornaliste avranno ruoli e «registri diversi», con Mia Ceran nel ruolo più tradizionale di conduttrice centrale dallo studio, Elisabetta Margonari come inviata a confronto con la società civile (gruppi di cittadini, imprenditori, ecc.) e Marianna Aprile alle prese con la dimensione umana dei protagonisti della politica e dell'attualità. La Ceran, cresciuta ad "Agorà" e data nei giorni scorsi come papabile alla successione di Giovanni Floris, sottolinea: «Per me è già un grande onore avere 7 prime serate su Rai 3 a 27 anni». Mentre il direttore di Rai 3, Andrea Vianello, ribadisce che nulla è deciso per il futuro di "Ballarò" «anche perché -aggiunge- non voglio mettere sulle spalle di Mia come delle altre colleghe anche il peso di queste ipotesi, nel momento in cui stanno già per affrontare questa sfida importante di "Millennium"». Ma è difficile non immaginare che il nuovo programma servirà comunque a Vianello per valutare come sostituire Giovanni Floris.

A chi chiede a Vianello per quale motivo alcuni programmi nuovi hanno fatto bassi ascolti su Rai 3, risponde: «perdiamo ascolto? Tutte le reti generaliste perdono ascolto per la frammentazione dell'offerta. Il pubblico di Rai 3 è curioso, va a vedere e a cercare i canali tematici. Abbiamo il segno meno, ma tutti lo hanno. Il daytime di Rai 3 è tornato al segno più nella stagione 2013-2014, abbiamo invertito la tendenza. Nel prime time abbiamo una perdita; noi dobbiamo sperimentare, ce lo possiamo permettere perché abbiamo tanti prodotti di prime time di lunga serialità molto forti: Fazio, "Report", "Presadiretta", "Ballarò", "Chi l'ha visto", "Ulisse" sono marchi molto forti, sono la nostra cassaforte degli ascolti. Nell'ultimo anno c'è stato una bolla sull'informazione: "Ballarò" ha perso 3 punti di share. La7 perde più di noi. Noi siamo una rete generalista, completa, La7 ha deciso di puntare tutto sull'informazione. Noi perdiamo ascolti per la frammentazione dei canali, non per La7, che perde di più. La competizione con La7 non esiste, la state creando voi. Non è un nostro competitor diretto, lo sarà il martedì sera».

Tornando a "Millennium", tra le novità del programma l''In3vista', intervista a tre ad un personaggio chiave del momento politico (domani ad aprire le danze nel giorno dell'inizio delle votazioni sulla riforma del Senato, sarà la presidente della commissione Affari Istituzionali, Anna Finocchiaro, anche relatrice del provvedimento) che dovrà fare i conti con le domande incrociate delle tre giornaliste,ognuna con una propria linea di racconto tra presente, passato e futuro.

"Millennium" seguirà naturalmente i fatti della più stretta attualità, con una particolare attenzione però ai protagonisti. In studio Mia Ceran e Marianna Aprile animeranno uno scambio di idee con gli attori della politica, dell'informazione e del mondo produttivo e sociale (nella puntata di domani si confronteranno Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia, Matteo Richetti, deputato del Pd, Matteo Salvini, segretario della Lega Nord collegato da Strasburgo, il giornalista Vittorio Zucconi e il premio Nobel Dario Fo). Da un set esterno Elisabetta Margonari racconterà il Paese da luoghi simbolo che incrociano la dimensione vacanziera con le tensioni sociali e le problematiche di un'Italia «incagliata»: prima tappa sarà Porto Rotondo in Sardegna, da dove interverranno, tra gli altri, gli imprenditori Vito Gulli, presidente di Asdomar, e Fateh Kassam, padre di Farouk, il bambino rapito nel 1992. Sarà l'occasione anche per tornare sulle conseguenze dell'alluvione in Sardegna e sulla condizione di chi ancora attende una soluzione. Il tutto accompagnato da servizi di approfondimento e ospiti a sorpresa, tra cui una sorta di 'cattivo' capace di far comprendere la natura del 'male' che ci attanaglia, proponendo però una visione radicale e politicamente scorretta della realtà. Primo ospite 'cattivo' un imprenditore che ha deciso di delocalizzare la sua attività, spostando la produzione dall'Italia agli Usa.

"Millennium" lancerà il primo sondaggio live in tv. Il programma permetterà infatti ai telespettatori di intervenire in diretta da casa, sia attraverso Twitter, che avrà ampio spazio all'interno del programma, sia attraverso il sondaggio live dell'istituto Ixè di Roberto Weber, che consentirà di testare tendenze, umori, scelte del Paese chiamando in causa per la prima volta in diretta, e in maniera scientifica, il pubblico, con i risultati in tempo reale a fine puntata. «Non un semplice televoto, ma una ricerca vera e propria che ha valore statistico», spiegano gli autori del programma. I risultati saranno statisticamente rappresentativi e i telespettatori, che saranno l'unico campione considerato, saranno chiamati ad esprimere un parere su un tema di stretta attualità politica. Le conduttrici presenteranno all'inizio di ogni puntata l'argomento e Ixè elaborerà il flusso di dati, trasformandoli in risultati di un sondaggio. Percentuali che poi saranno proposte, commentate e analizzate in diretta dagli ospiti. Un'ulteriore novità del programma sarà costituita dalla community: iscrivendosi al sondaggio live di "Millennium" chi risponderà alle domande riceverà, dopo qualche giorno, il report con i risultati completi.

Morto Lorin Maazel, l'omaggio di Rai 5

In omaggio al grande direttore d'Orchestra Lorin Maazel, scomparso ieri, Rai 5 - nell'ambito di Rai Cultura - trasmette questa sera, alle 19.45, un concerto da lui diretto nel 1989 al Palatrussardi di Milano. In programma alcune scene sinfoniche dal capolavoro di Hector Berlioz Roméo et Juliette, Symphonie dramatique op. 17: «La regina Mab», «Scena d'amore», «Morte di Romeo», «Romeo solo» e «Festa in casa Capuleti». Protagonista l'Orchestra National de France, compagine con cui Maazel ebbe uno stretto rapporto e di cui fu Direttore stabile dal 1977 al 1991.

Per ricordare il grande musicista statunitense, Rai 5 trasmetterà anche, mercoledì 16 luglio alle 21.15, «La traviata» di Giuseppe Verdi, diretta da Maazel nel 2007 al Teatro alla Scala di Milano, con la regia di Liliana Cavani. Protagonisti il soprano Angela Gheorghiu e il tenore Ramon Vargas, nei ruoli di Violetta Valéry e Alfredo Germont.

Ciclo "Amori all'improvviso" da domani sera su Rai 1

Tornerà da domani, su Rai 1 il ciclo «Amori all'improvviso» e l'estate della rete si tingerà di rosa con nuovi e inediti appuntamenti per celebrare il più travolgente e inarrestabile dei sentimenti. Le passioni, i tradimenti e le sconfitte, gli imprevisti e le sorprese dell'amore conquisteranno il pubblico con tante storie appassionanti ed avvincenti, per regalare grandi e romantiche emozioni.

Il primo appuntamento, alle 21.20, sarà con i colori e gli scenari esotici del film dal titolo «Persa in Borneo» di Ulli Baumann, che narra le disavventure di Julia durante il suo viaggio per raggiungere il marito, un uomo d'affari in procinto di acquistare una piantagione di olio di palma. Colta da un malore rimane da sola con l'autista Alex, un tedesco solitario trasferitosi in Borneo da anni. Grazie a lui imparerà ad amare l'oriente e la sua natura incontaminata, minacciata dalle attività illegali di uomini senza scrupoli, tra cui proprio il socio del marito.

Il ciclo proseguirà tutti i martedì fino al 2 settembre.

Gasparri: dg Rai difenda azienda, non pensi a poltrone future

«Nonostante l'agguerrita concorrenza di Sky e la politica di risparmio che portò ad acquistare i diritti solo di una parte delle partite dei mondiali di calcio, la Rai ha ottenuto ottimi risultati di ascolto. I numeri sono talmente chiari che con un po' di sostegno forse riuscirà a capirli perfino il direttore generale, impegnato in una disperata opera di epurazione interna con il fallito intento di essere ammesso alla periferia della corte renziana. Difenda la Rai e le sue professionalità invece di pensare alle poltrone future». Lo afferma Maurizio Gasparri (Fi).

Vianello: tutte ipotesi aperte per dopo-Floris a Ballarò

«L'uscita di Giovanni Floris inutile negarlo è stata per la Rai una grave perdita, la rete e l'azienda hanno fatto di tutto per trattenerlo, anche al livello editoriale (riferendosi alle parole di Floris sul fatto che a spingerlo a lasciare la Rai sarebbero state divergenze editoriali, ndr), sapevamo quali erano i suoi desideri, per Raitre si apre una nuova era, chi sarà il nuovo conduttore di Ballarò non lo abbiamo ancora deciso, non è il momento di fare scelte affrettate». Così risponde il direttore Andrea Vianello nel corso della conferenza stampa a viale Mazzini del nuovo programma di informazione di Raitre in 7 puntate Millennium in onda da domani 15 luglio ogni martedì in prima serata e che vede alla guida tre donne Lia Ceran, Elisabetta Margorani e Marianna Aprile.

Proprio della Ceran erano circolate nei giorni scorsi indiscrezioni tra i nomi dei probabili conduttori di Ballarò dopo l'addio di Floris alla Rai, oltre a quello di Bianca Berlinguer e dello stesso Vianello. L'unica certezza, insiste il direttore della terza rete della tv del servizio pubblico, «è che io non sarò il conduttore di Ballarò la prossima stagione, il momento è troppo delicato stiamo vagliando tante ipotesi e tanti probabili conduttori, Giovanni Floris sarà su La7 il nostro diretto avversario. Con Giovanni siamo amici. Ci siamo anche 'messaggiati' in questi giorni. A lui posso solo dire "vinca il migliore", in questo momento non posso fare previsioni».

Germania Campione del mondo di calcio, 16.5 milioni di telespettatori su Rai e Sky

Straordinario risultato di ascolti tv in Italia per la finale del Campionato mondiale di calcio del Brasile disputata ieri, domenica 13 luglio e trasmessa in diretta su Rai e Sky.

Il match fra Germania e Argentina è stato seguito su Rai 1 da 13 milioni 952 mila spettatori con il 56,71% di share. Un risultato che si rafforza ulteriormente nei tempi supplementari con 14 milioni 508 mila spettatori e il 61,89%. Già mezz'ora prima del fischio d'inizio la partita ha incollato allo schermo gli spettatori: 6 milioni 866 mila con il 33.84%. Ottimi risultati anche per il dopo partita in seconda e terza serata con le "Notti mondiali" che ha conseguito 2 milioni 58 mila spettatori (24.94%) e con "Processo al Mondiale" con 1 milione di spettatori e il 20.35% di share. A questo dato vanno aggiunti i 344 mila spettatori (1.40%) ottenuti da Rai Sport 1, anch'essa in diretta dallo stadio Maracanà.

Su Sky Italia Germania-Argentina è la nuova partita tra squadre straniere più vista di sempre, superando di gran lunga il precedente record della semifinale tra Germania e Brasile (2.034.742). Ieri sera, infatti, sono stati 2.487.403 gli spettatori medi che hanno seguito i 120 minuti che hanno assegnato la Coppa alla Germania su Sky Mondiale 1 HD, con una share del 10,11% e 3.704.000 spettatori unici. In particolare, i tempi regolamentari sono stati seguiti da 2.427.004 spettatori medi, con il 9,69% di share e 3.441.442 spettatori unici, mentre i tempi supplementari hanno registrato un’audience media di 2.642.480 spettatori, l’11,27% di share e 3.036.542 spettatori unici. E proprio nei supplementari si sono registrati i picchi d’ascolto: alle 23.25, subito dopo il gol decisivo di Mario Goetze, erano sintonizzati in 2.706.725, mentre la share più alta si è registrata alle 23.33, in occasione della punizione calciata alta da Messi, con l’11,87%. Ottimi numeri anche per lo studio di “Sky Mondiale Show”, condotto da Ilaria D’Amico: il pre partita, dalle 20.20 circa, è stato seguito da 490.212 spettatori medi, mentre il post partita, con la premiazione, ha avuto un seguito di 798.683 spettatori medi, il 7,52% di share e 2.781.612 spettatori unici. Nell’intera giornata, i canali Sky dedicati al Mondiale hanno raccolto 4.479.242 spettatori unici.

Ed è stata una finale da record anche sui canali social di Sky Sport, attraverso i quali gli utenti hanno commentato Germania-Argentina fin dal pomeriggio della giornata di ieri: oltre 126mila interazioni tra Facebook e Twitter, di cui oltre 100mila sulla pagina Facebook (fb.com/SkySport) che ha superato proprio nel weekend la quota di 1 milione 500 mila fan. Sky Sport ha confermato la sua leadership sui social network: @SkySport è stato l’account più retwittato durante tutta la FIFA World Cup e #SkyMondiali è stato il terzo hashtag più utilizzato dagli utenti italiani per commentare il Mondiale dei Mondiali su Twitter, il primo tra quelli creati dai brand italiani (fonte Blogmeter). La community di Sky Sport su Facebook e Twitter ha superato, grazie ai Mondiali, i 2 milioni 700 mila iscritti, confermandosi quella più grande, in Italia, tra tutti i brand all news sport, ed ha generato oltre 1,6 milioni di interazioni nel periodo di Brasile 2014. Il tutto senza dimenticare il sito skysporthd.it che durante tutta la Coppa del Mondo ha registrato quasi 4 milioni e mezzo di utenti unici e più di 5 milioni di stream views per i contenuti video mondiali, molti dei quali esclusivi, come gli highlights di tutti match e i contributi in diretta dal Brasile degli inviati e dei talent impegnati nel racconto del torneo iridato.

"Sardegna chi_ama", raccolti 210 mila euro per alluvionati

Quasi 210 mila euro raccolti per l'alluvione dello scorso novembre tra donazioni e biglietti per lo spettacolo di fine maggio con Gianna Nannini, Ron, Ornella Vanoni e tanti altri all'Arena di Sant'Elia. Grazie all'iniziativa promossa dal jazzista Paolo Fresu saranno utilizzati (al netto dei costi fiscali, della prevendita eccetera) quasi 180 mila euro per nove scuole. Un successo di pubblico, quello del concertone del 31 maggio, con il tutto esaurito nello spazio davanti al mare. Ma anche televisivo: alla diretta televisiva su Raitre hanno assistito quasi un milione e mezzo di spettatori.

«Bilancio estremamente positivo - ha detto Fresu questa mattina in videoconferenza da Udine - Gli obiettivi erano tre: raccogliere fondi, riportare al centro dell'attenzione il 'problema Sardegna' e riflettere su ciò che è successo. Penso che tutti siano stati raggiunti. Sardegna chi_ama non chiude, anzi. È un cantiere ancora aperto alla realizzazione di nuove iniziative. Abbiamo lavorato sei mesi per questo progetto: penso che sia stato un bel successo anche dal punto di vista strettamente musicale».

La scelta delle scuole? L'idea è stata quella di coprire totalmente le spese degli istituti danneggiati dall'alluvione cercando di raggiungere tutte le zone della Sardegna. I beneficiari: Macomer, Mogoro, Nuoro, Oristano, Uras, Olbia, Sant'Antonio di Gallura, San Gavino e Pabillonis. «Un problema importante, le cose sono andate bene da ogni punto di vista - ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru - la Sardegna in questi casi ha una capacità di mobilitazione eccezionale: l'isola in questo settore, lo dicono diversi indicatori, ha numeri eccellenti. La scelta fatta da 'Sardegna chi_ama' di destinare i fondi alle scuole è emblematica e guarda al futuro. Anche noi stiamo investendo sulle scuole a cominciare dall'edilizia».

Sono 1845 le sottoscrizioni giunte finora a Italia Paradiso, il manifesto d'intenti lanciato lo scorso 30 maggio a Cagliari. Tra i sottoscrittori anche il teologo Vito Mancuso, lo scrittore Paolo Rumiz, l'architetto Stefano Boeri e il regista Paolo Sorrentino. Il progetto Sardegna chi_ama, è stato ribadito, non si ferma qui. Il manifesto - ha concluso Fresu - potrebbe essere portato all'attenzione del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E ci potrebbero essere anche nuove iniziative sempre con lo stesso marchio. Si stanno realizzando anche cd della maratona musicale e si stanno preparando anche progetti editoriali.