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martedì 28 luglio 2015

Ciak per il Papa di Sorrentino con Law e Diane Keaton

Diane Keaton sarà una suora in The Young Pope di Paolo Sorrentino, otto puntate di una serie internazionale con protagonista Jude Law e che si annuncia tra gli eventi della prossima stagione tv. Le riprese di questa coproduzione che vede insieme Sky, Hbo e Canal+, sono cominciate questa settimana. Jude Law è un immaginario Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, mentre la Keaton è Suor Mary, una suora originaria degli Stati Uniti che vive in Vaticano. Per il regista di Youth e premio Oscar per La Grande Bellezza è l'esordio in una regia televisiva.

The Young Pope racconta il controverso inizio del pontificato di Pio XIII, al secolo Lenny Belardo. Un personaggio complesso e contraddittorio, così conservatore nelle sue scelte da rasentare l'oscurantismo ma allo stesso tempo straordinariamente pieno di compassione per i più deboli. Un uomo di potere, che caparbiamente resiste a coloro che corteggiano il Vaticano, senza il timore di perdere consensi. Nelle 8 puntate Belardo si troverà a confrontarsi con l'abbandono degli affetti personali e con la costante paura di essere abbandonato anche dal suo Dio. Un uomo che, tuttavia, non ha paura di farsi carico della millenaria missione di difendere proprio quello stesso Dio e il mondo che Lo rappresenta.

A proposito della serie, Paolo Sorrentino ha affermato: «I segni evidenti dell'esistenza di Dio. I segni evidenti dell'assenza di Dio. Come si cerca la fede e come si perde la fede. La grandezza della santità, così grande da ritenerla insopportabile. Quando si combattono le tentazioni e quando non si può fare altro che cedervi. Il duello interiore tra le alte responsabilità del capo della chiesa cattolica e le miserie del semplice uomo che il destino (o lo Spirito Santo) ha voluto come Pontefice. Infine, come si gestisce e si manipola quotidianamente il potere in uno stato che ha come dogma e come imperativo morale la rinuncia al potere e l'amore disinteressato verso il prossimo. Di tutto questo parla The Young Pope».

La serie è prodotta da Wildside, e coprodotta da Haut et Court TV e Mediapro. I produttori esecutivi Wildside sono Lorenzo Mieli e Mario Gianani insieme a John Lyons. I produttori esecutivi Haut et Court TV sono Caroline Benjo, Carole Scotta e Simon Arnal. La notizia dell'ingresso di Diane Keaton è stata data oggi e nei prossimi giorni sono attesi altri nomi per completare un cast internazionale.

Diane Keaton è un'attrice pluripremiata e versatile, una regista affermata, una produttrice e un'autrice di best seller. Ha recitato in film come la trilogia de Il Padrino, In cerca di Mr. Goodbar, Io e Annie, Baby Boom, Il padre della sposa e Il club delle prime mogli. Ha vinto il premio Oscar come migliore attrice protagonista per Io e Annie e ha ricevuto tre candidature rispettivamente per Tutto può succedere - Something's Gotta Give, Reds e La stanza di Marvin. È anche una scrittrice affermata ed è stata due volte nella classifica degli autori più venduti del New York Times: il suo ultimo best seller è Let's just say it wasn't pretty.

domenica 26 luglio 2015

Braccialetti Rossi, 3a serie in primavera tra perdite importanti e spy story

«La terza stagione di 'Braccialetti Rossi' ci sarà e arriverà su Rai Uno in primavera». Ad annunciarlo con un video messaggio al Giffoni Film Festival è Giacomo Campiotti, regista della fortunata serie tv. «Le emozioni saranno le stesse: amore, amicizia e coraggio -ha svelato il regista- Il sentimento tra Leo e Cristina proseguirà, quello tra Nina e Vale avrà sviluppi altalenanti e, a sorpresa, Toni troverà il grande amore. I ragazzi affronteranno ancora tante lotte e battaglie e si mostreranno molte volte meglio degli adulti. Leo dovrà scoprire qualcosa legata al suo passato che torna e che lo porterà dentro ad una spy-story». L'ospedale, assicura Campiotti, «sarà ancora un luogo di dolore ma anche di possibilità su come affrontare le sfide. Davide sarà presente anche nella prossima stagione e avrà una missione particolare. Ci sarà una perdita importante che avrà però uno sviluppo inaspettato».

Al Giffoni Festival tutto il cast - Carmine Buschini (Leo), Aurora Ruffino (Cristina «Cris» Barni), Brando Pacitto (Vale), Pio Luigi Piscicelli (Toni), Lorenzo Guidi (Rocco), Mirko Trovato (Davide), Denise Tantucci (Nina), Lorenz Alviar Tenorio (Chicco), Angela Curri (Bea), Cloe Romagnoli (Flam) - è stato protagonista di un coinvolgente e affollatissimo meet&greet con i ragazzi della manifestazione. Accolto con grandi ovazioni dai tanti giovani presenti, ognuno di loro ha raccontato le proprie emozioni nel fare parte di questo fortunato progetto. «Vogliamo ringraziare tutto il pubblico, il successo viene dai tanti ragazzi che ci seguono e che non hanno paura di affrontare tematiche così difficili - ha affermato Brando Pacitto, Vale nella serie - Chi vive nel quotidiano quelle situazioni ci scrive per dirci grazie, ci racconta che ora non ha più vergogna di andare a scuola senza capelli». «Abbiamo saputo di bambini che all'interno di ospedali hanno formato dei gruppi di Braccialetti Rossi - ha proseguito Aurora Ruffino (Cristina) - Questa per noi è una grande vittoria». Per la piccola Cloe Romagnoli (Flam) «'Braccialetti Rossi' non è solo un film sulla malattia ma soprattutto sull'amicizia, sentimento capace di combattere qualsiasi cosa». Mentre per Angela Curri (Bea) new entry della seconda serie. «È una fiction di grandi emozioni che riesce a farti sentire parte di un gruppo. Forse abbiamo tanto successo perché il pubblico si sente parte di noi, a me da spettatrice era accaduto così». Pio Luigi Piscicelli (Toni) ha raccontato «Nella prima stagione il nostro scopo era divertirci, pian piano però abbiamo capito che avevamo delle responsabilità. Il successo penso sia dovuto alla spontaneità, così ci siamo lasciati andare».

(Fonte: Adnkronos)

lunedì 14 luglio 2014

Al via in prima tv assoluta su Italia 1 la serie "Chicago Fire"

A Chicago c’è chi gioca col fuoco. E a volte le fiamme degli incendi son più facili da placare di quelle della passione… “Chicago Fire” è la “bollente” serie tv in anteprima assoluta su Italia 1 dal 15 luglio, ogni martedì in prima serata. Ne sono protagonisti Jesse Spencer di Dr. House e Taylor Kinney (ex modello già in The Vampire Diaries in tv e in Zero Dark City di Kathryn Bigelow al cinema), attuale e storico fidanzato di Lady Gaga in odor di portarla all’altare.

Al distretto 51 del Chicago Firehouse il conflitto tra i tenenti Matthew Casey (Jesse Spencer), ligio capo dei pompieri con la sua osservanza delle regole, e l’esuberante nonché più carismatico Kelly Severide (Taylor Kinney), in testa ai soccorritori, rischia di dar fuoco alla miccia. Dopo la morte del vigile del fuoco Andrew Darden, entrambi si sentono colpevoli dell’accaduto. Il primo è diviso tra la dottoressa Hallie Thomas (Terri Reeves) e la paramedica Gabby Dawson (Monica Raymund). Su Severide pesa l’accusa della moglie del pompiere deceduto, la quale lo ritiene responsabile della tragedia. Nonostante il peso delle colpe e gli scheletri nell’armadio, ogni giorno è una lotta alla sopravvivenza che vede spesso bruciare le passioni tra un incendio e l’altro. Fanno parte del gruppo anche il nuovo arrivato Peter Mills (Charlie Barnett), sulle orme del padre e contro il volere della madre; il veterano capo-squadra Wallace Boden (Eamonn Walker); la paramedica gay Leslie Elisabeth Shay (Lauren German), convivente di Severide che ha scoperto che l’ex compagna si è appena sposata ed è rimasta incinta; il pompiere Christopher Herrmann (David Eigenberg), col pallino degli affari e dei soldi facili.

Jesse Spencer, noto al grande pubblico per il ruolo di Robert Chase in Dr. House, è tra i candidati dell’ultima ora per interpretare il protagonista maschile di Cinquanta sfumature di grigio al cinema. Taylor Kinney, oltre al legame più stabile con l’irrequieta Lady Gaga (si vocifera di un matrimonio alle porte) ed essere stato protagonista del di lei video musicale “You and I”, ha un passato da modello e una laurea in Business Management alla West Virginia University.

La serie ha goduto di una promozione straordinaria: Lady Gaga ha invitato i suoi followers su Twitter a seguire il debutto del telefilm dove recitava il compagno (per la cronaca, il tweet ha avuto quasi 3500 retweet e oltre 1800 utenti del social l’hanno inserito tra i “preferiti”).

Michael Brandt e Derek Haas sono gli ideatori del serial prodotto dal “guru” Dick Wolf (Law&Order). Sarah Shahi, Shiri Appleby e Treat Williams sono tra le guest-stars. Oltre a Wolf, Brandt e Haas firmano altresì da produttori esecutivi Danielle Gelber, Peter Jankowski, Joe Chappelle, Jeffrey Nachmanoff. La colonna sonora, vincitrice di un ASCAP Award, è composta da Atli Örvarsson. Le riprese sono avvenute a Chicago. Brian Lowry su “Variety” ha commentato ironicamente, a proposito della bellezza dei protagonisti: “ecco i pompieri usciti da una pubblicità di Calvin Klein!”.

Colin Farrell pronto ad entrare nel cast di "True Detective 2"

Colin Farrell è in trattative per un ruolo da protagonista nella seconda stagione di "True Detective", serie Hbo scritta di Nic Pizzolatto e già divenuta cult del piccolo schermo. L'indiscrezione è di Variety. Quello di Farrell non sarà l'unico nome di grido della nuova stagione: Pizzolatto ha già annunciato che saranno tre i protagonisti del prossimo "True Detective" che cambia location, dalla Louisiana alla California, di cui almeno uno femminile, e con un plotone di star pronte a tutto pur di entrare nel cast. A giorni ne sapremo certamente di più.

"True Detective" intanto si gode la prima trionfale stagione (che in Italia vedremo su Sky Atlantic da settembre), coronata da uno straordinario successo di critica e di pubblico e dalle numerose candidature agli Emmy, incluse quelle dei due attori protagonisti, Matthew McCounaghey e Woody Harrelson.

domenica 13 luglio 2014

Paul Haggis, in progetto serie tv per HBO

Paul Haggis dirigerà una serie televisiva dell'HBO. Il regista di "Crash", premio Oscar, tra i più raffinati autori di Hollywood, che ama essere paragonato a Michelangelo Antonioni, lo ha annunciato al XII Ischia Global Fest, manifestazione da nove anni lo vede tra i protagonisti. «Non posso dire di più, per vincoli contrattuali - aggiunge -, neanche i tempi in cui questo progetto televisivo si svilupperà, ma è la prima volta in assoluto che lo annuncio e mi faceva piacere farlo qui. Posso solo dire che sarà un progetto audace come tutti quelli dell'HBO, altrimenti non avrei accettato».

«Credo che nella televisione oggi si possa combinare estetica e contenuti, ci sono serie che mi piacciono molto, e anche io guardo "House of cards" e "Il trono di spade" - spiega ancora il regista -. So che hanno successo anche in Italia, sono ottimi prodotti. Tanti grandi autori e sceneggiati migrano verso la tv ma non credo sia la fine del cinema. Il modo di girare in tv certo è più veloce, ma in fondo anche con "Crash" dovetti lavorare in grande velocità, però le serie sono lunghe e si possono esplorare meglio i personaggi attraverso un maggior arco temporale».

Osservatorio Gemma: in tv non solo stereotipi sessisti

Fiction (italiana e americana), intrattenimento, pubblicità: un territorio (quello televisivo) vasto ed eterogeneo, al cui interno, senza eccessivi attriti, sembrano riuscire a convivere conduttrici da prima serata e vallette mute, moderne Cenerentole e giovani donne in carriera, casalinghe disperate ed eroine armate, ballerine in abiti succinti e mamme premurose. In questo sfaccettato prisma dei generi è comunque possibile individuare tracce e segnali di un cambiamento non lineare ma significativo che, erodendo i consolidati stereotipi del passato, oggi dà origine a forme decisamente più complesse e innovative di rappresentazione del femminile. Un libro raccoglie i primi risultati dell'Osservatorio Gemma, sorto nel 2010, proprio per studiare i modi, spesso contrapposti, in cui l'immagine della donna e della femminilità è veicolata dai programmi televisivi. Il libro si intitola «Il prisma dei generi. Immagini di donne in tv», è curato da Milly Buonanno ed è pubblicato da Franco Angeli Editore (pagine 224, euro 29).

La fiction televisiva italiana e americana, i programmi di intrattenimento, la pubblicità commerciale e istituzionale sono stati monitorati e analizzati, secondo un approccio che privilegia la rilevazione e la messa in valore dei segnali di cambiamento nelle rappresentazioni televisive delle identità di genere. Il volume è il primo che offre elementi empirici circa le caratteristiche di questa nuova apertura.

"Covert Affairs" su Top Crime dalla prima stagione

“Covert Affairs” - serie che vede protagonista l’ex ragazza del “Coyote Ugly” Piper Perabo - debutta su Top Crime, dalla 1° stagione e in doppio audio, dal 14 luglio, ogni lunedì, in prima serata.

In “Covert Affairs” - dove interpreta una giovane agente della C.I.A. - l’icona del girl power Piper Perabo dà la caccia ai criminali indossando vertiginose Louboutin. Il ruolo ha fruttato all’attrice texana una nomination ai Golden Globe nel 2011, dopo aver vinto un MTV Movie Award nel 2001 con le performance di Violet "Jersey" Sanford.

Lo spy-drama - negli Usa giunto alla 5° stagione sul canale via cavo Usa Network - racconta le avventure della recluta della Cia Annie Walker (Perabo), alla sua prima esperienza lavorativa. Improvvisamente assunta e promossa agente operativo, la ragazza è la ex di uno dei maggiori ricercati dell’Agenzia. E la storia tra i due è il motivo per cui la Cia decide di arruolarla: l’agente Walker dovrà aiutarli a catturare il latitante lavorando sotto copertura al Museo Smithsonian di Washington…

Tra i prossimi impegni di Piper Perabo sul grande schermo, figura il film diretto da David Hackl, “Grizzly”. Nel cast, Billy Bob Thorton, James Marsden e Scott Glenn.

Bernabei contro Freccero: "Insulto agli spettatori"

«Mi meraviglio che Carlo Freccero, che ha lavorato tanti anni nella tv generalista anche in Rai, non conosca la differenza con la pay-tv. La prima si pone l’obiettivo di raggiungere un pubblico il più vasto possibile, la seconda si rivolge alle nicchie del mercato».

All’indomani delle esternazioni del neodirettore del RomaFictionFest, che stigmatizza la fiction italiana definendola «edificante con eroi, giudici, santi e rivolta al passato», le reazioni non si fanno attendere. Luca Bernabei, amministratore delegato di Lux Vide, si sente chiamato in causa e reagisce indignato: «In quanto produttore di serie come “Don Matteo”, mi sento insultato io insieme agli 8 milioni di persone che la seguono. Il suo discorso è molto elitario e si permette di fare ironie su milioni di telespettatori, ma non mi stupisce più di tanto: da altri “intellettuali” come lui ho sentito fare battute del tipo “speriamo che Ciro, cioè il protagonista sanguinario di “Gomorra”, uccida presto Don Matteo».

Per quanto riguarda poi la qualità e il tipo di pubblico che segue i prodotti di Rai 1, che Freccero ha definito «attempato e che si rifugia nel ricordo dei tempi andati», Bernabei obietta: «La nostra platea composta da rimbambiti? Tra i nostri spettatori, ci sono il 25,28% di laureati e il 31% di laureate; tra il 30 e il 40% di donne del Nord Est e tra il 40 e 43% del Centro Nord. Inoltre, un target commerciale tra i 25 e i 44 anni di età. Una curiosità? Le 10 fiction più viste nel 2014 dagli abbonati Sky, la pay-tv magnificata da Freccero, sono stati 10 episodi proprio di “Don Matteo”».

Sul fronte della «mancata sperimentazione» che lamenta Freccero da parte di Rai 1 e Canale 5, Bernabei ribatte: «L’innovazione di contenuti non si misura con la quantità di litri di sangue che si vedono scorrere sullo schermo. E comunque la sperimentazione che può fare la tv generalista deve essere mirata all’allargamento del target, non dimenticando lo zoccolo duro degli affezionati. Inoltre, la mission della Rai in particolare, che è servizio pubblico, è quella di parlare a tutti! L’Italia non è un Paese bigotto, bensì laico che sceglie di vedere una fiction come “Don Matteo” che è detection, dove però si parla anche di valori».

Poi il produttore, come un fiume in piena, aggiunge: «Sono stufo di queste sterili polemiche demagogiche, fatte per far parlare di sé. È sbagliato che una persona, che dovrebbe essere super partes, rilasci simili dichiarazioni. Io al festival diretto da Freccero non manderò nessun nostro prodotto, e magari lui sarà contento, ma si ricordi che l’unica vera differenza che esiste è quella tra fiction fatta bene e quella fatta male».

Intanto Marco Follini, presidente dell’Associazione produttori televisivi che organizza la vetrina romana, rinnova la fiducia a Freccero, ma puntualizza: «L’ho voluto per convinzione e non per “disperazione”, come scherzosamente ha detto lui».

di Emilia Costantini
per "Corriere della Sera"

sabato 12 luglio 2014

Tornano al cinema le Winx, fatine pop per salvare il mare

Riportare l'equilibrio nell'ecosistema marino messo a rischio dall'inquinamento causato dall'uomo. È la missione delle sei fatine made in Italy che tornano con la terza avventura cinematografica, animata in 3d, Winx Club - Il mistero degli Abissi, nelle sale dal 4 settembre distribuito da 01. Iginio Straffi, regista del film e creatore del fenomeno Winx, che in 10 anni con la serie tv è arrivato in oltre 150 Paesi, Cina compresa, sta già pensando «a un nuovo film d'animazione con personaggi originali, che potrebbe essere pronto per il 2017». E aggiunge: «Mi piacerebbe anche dirigere un film live action con attori in una storia originale arricchita da effetti speciali, non pensata per un pubblico di bambini».

Straffi, classe 1965, ne parla nella sede della Rainbow, la casa d'animazione italiana da lui fondata nel 1995 sulle colline marchigiane fra Loreto e Recanati, che con le sue produzioni si è conquistata spazio fra le major hollywoodiane e i prodotti asiatici. «Nel primo film (Winx Club - Il segreto del regno perduto, 2007), Bloom, fatina adottata da genitori terrestri, andava alla ricerca dei suoi veri genitori - spiega, dopo aver mostrato ai giornalisti in anteprima 25 minuti de Il mistero degli abissi, per cui si sta completando il rendering in 3d -. Nel secondo film (Winx Club 3D - Magica avventura, 2010) ci eravamo ricollegati alla terza e quarta stagione. Qui invece, prendiamo spunto da un tema accennato nella quinta e sesta, la catastrofe nel Golfo del Messico (del 2010, ndr), quando centinaia e centinaia di milioni di litri di greggio finirono in mare, un disastro che creerà per decenni problemi all'ambiente. Per sensibilizzare i bambini sull'importanza della preservazione del mare e della natura siamo tornati sull'argomento con una favola moderna, utilizzando la metafora della massa nera che avanzando e espandendosi crea squilibrio nella dimensione magica».


Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha, dovranno riportare armonia e pace nell'ecosistema dei mari. Ad ostacolarle, ci saranno le avversarie di sempre, le Trix, il malvagio Tritannus, e Politea, la ninfa rinnegata per la troppa avidità. Tra le novità anche una «sferzata decisa verso la commedia. Bambini e genitori si divertono anche con situazioni comiche, speriamo di aver fatto prodotto ancora più gradevole. Inoltre c'è una sorpresa musicale finale molto pop».


Il film, già venduto in oltre 30 Paesi, è costato circa 12 milioni di euro, ha richiesto due anni di lavoro e l'impegno di circa 400 persone che hanno realizzato 112 schizzi di preparazione per definire le 34 scenografie e i 167 personaggi, per 113.221 frame finali e oltre 6 milioni di layer (livelli diversi in ogni fotogramma). Ma l'attività della Rainbow non si ferma: «stiamo lavorando alla settima stagione delle Winx che per la prima volta andranno in onda, da agosto anche in Cina. È una delle poche serie straniere che ha passato i loro controlli sui contenuti. E alle Winx i cinesi dedicheranno anche una parte di un loro parco tematico che nascerà a sud di Shanghai. Poi c'è sempre la possibilità di un film live action con le Winx che darebbe modo di espandere ancora di più il loro pubblico».

Straffi continuerà anche a produrre film animati con personaggi originali, come Gladiatori di Roma (2012): «Abbiamo diverse sceneggiature e una ci convince più delle altre. Il film dovrebbe essere pronto per il 2017». Infine un sogno: «Un'animazione anche rivolta, per tematiche, agli adulti. Vedere ogni volta le reazioni dei bambini davanti alle nostre produzioni mi rende felice, ma si deve stare a certi schemi. Non si può rischiare, perchè parliamo di investimenti e posti di lavoro e lo spazio per l'animazione non pensata per i bambini è minimo. Però potrei dirigere per un pubblico più adulto un film con una storia originale ricca di effetti speciali interpretata da attori reali».

"The Letflovers", stamattina flash mob di Sky Atlantic a Torino

L’inquietante setta dei C.S. “Colpevoli Sopravvissuti” della serie HBO The Leftovers è comparsa oggi sabato 12 luglio a sorpresa tra le strade di Torino. La setta dei C.S. rappresenta nella serie - trasmessa in Italia da Sky Atlantic HD - una setta che, in seguito alla scomparsa del 2% della popolazione mondiale, ha deciso di dire addio alla parola e che si esprime attraverso i cartelli perché “non ha più senso sprecare il fiato”.

Il flash mob di Sky Atlantic è iniziato alle 11 di questa mattina su via Lagrange a Torino, dove 8 uomini e 8 donne muti, integralmente vestiti di bianco e con lo sguardo perso nel vuoto, sono rimasti immobili fino a quando, dopo un fortissimo segnale acustico, si sono disposti in fila indiana alzando una lettera ciascuno fino a comporre le frasi “ASPETTA E VEDRAI”, “SIAMO ANCORA QUI” e “SENZA PAROLE”, proprio come fanno i C.S. nella serie HBO con la frase “Don’t waste your breath” (non sprecate il vostro fiato).

Sulla stessa via, è stata riprodotta sulla vetrata di un temporary store di Sky la locandina della serie, che rappresenta una crepa sul muro, dove i passanti hanno potuto essere immortalati da un fotografo professionista.

La 1^ stagione della serie tv The Leftovers, va in onda tutti i giovedì dalle 21.10 su Sky Atlantic HD.

Freccero giudice delle fiction: in Italia solo fughe nel passato

«In Italia concepiamo solo due generi di fiction: quella di puro divertimento, consumo, distrazione e quella edificante con eroi, preti, giudici, santi... Rivolta al passato. Entrambe sono destinate ai circuiti delle reti generaliste. In America, soprattutto con la pay-tv, si sta affermando una fiction che addirittura prevede e interpreta il futuro». Carlo Freccero, uno dei maggiori esperti del piccolo schermo, ha assunto la direzione artistica del RomaFictionFest, la cui ottava edizione (che sembrava in forse) si svolgerà all’Auditorium Parco della Musica dal 13 al 18 settembre.

Ha le idee molto chiare l’ex direttore di Rai 2, che dai primi anni Ottanta ha navigato in varie reti. Boccia subito serie e miniserie nostrane: «Io non do pagelle, dico solo che le reti che producono fiction sono soprattutto quelle generaliste, le quali propongono telefilm arretrati che pescano nella memoria di un pubblico attempato, che si rifugia nel ricordo dei tempi andati. Invece ci sarebbero mezzi e autori per produrre un nuovo genere di prodotti per altro pubblico. Ci sta per esempio provando Sky: prima con “Romanzo criminale” e ora con “Gomorra”, che sta avendo successo in tutto il mondo perché lavora su un linguaggio diverso, con una mise en scène cinematografica... Insomma — precisa — non boccio i prodotti, semmai boccio Rai 1 e Canale 5 che non sperimentano con i bravi sceneggiatori che pure esistono! Io — rivendica con orgoglio — produssi il primo Montalbano su Raidue».

Una carriera movimentata e a volte burrascosa, quella di Freccero: «Il problema è che la fiction italiana è bloccata dalla censura — incalza —, non si possono trattare certi temi considerati tabù: siamo in un Paese cattolico bigotto». Si mostra agguerrito, per far rinascere un festival da molti considerato moribondo: «Non mi aspettavo questa proposta che forse mi è stata fatta per disperazione, perché nessuno l’avrebbe accettata: mi chiamano sempre all’ultimo momento! — ci scherza su —. Ho il compito di resuscitarlo e, da quando sono stato chiamato a dirigerlo a quando lo condurrò in porto, ho solo 40 giorni di tempo. È una scommessa, ma non mi preoccupa: sono riuscito a mettere in piedi canali tv in sei mesi, figuriamoci se non riesco a creare in poco più di un mese un programma del genere, che vorrei più lungo di almeno un paio di giorni, fino al 20 settembre. La questione, semmai, è sapere quanti soldi ci sono! Mi hanno già detto che ce ne sono pochi, ma neanche questo mi spaventa: sarò in grado lo stesso di mettere su un palinsesto alla grande anche senza soldi».

Promossa dalla Regione Lazio e organizzata dall’Associazione produttori televisivi, la manifestazione è una vetrina di produzioni nazionali e internazionali, con tanto di pink carpet dove sfileranno star e starlette per la gioia dei giovani spettatori con la febbre da selfie compulsivo. «Ho appena preso in mano la situazione — spiega Freccero —, quello che posso anticipare è che voglio tre sale: una per i telefilm statunitensi, che ormai fanno concorrenza al grande cinema; l’altra per produzioni italiane ed europee con una particolare attenzione a queste ultime che, a mio avviso, soprattutto nel Nord Europa, sono molto aggiornate rispetto alle nostre; la terza interamente dedicata a tavole rotonde e seminari, perché lo scopo di un festival del genere è prima di tutto capire dove sta andando, come sta evolvendo la fiction. Ho deciso che ci sarà una serata dedicata al “political drama”, in cui proporremo la prima puntata della serie-cult danese “Borgen”, che racconta la storia del primo ministro donna in Danimarca, e la serie di Sky “1992” su Tangentopoli. Poi mi piacerebbe una serata sugli psicopatici nei telefilm». Tipo «In Treatment»? «No! Penso a qualcosa di molto più forte!». E il neodirettore è sicuro che, sulle sue scelte, avrà carta bianca: «Non possono pormi dei paletti, gestisco una situazione in emergenza e perciò avrò più libertà».

di Emilia Costantini
per "Corriere della Sera"

venerdì 11 luglio 2014

Aurora Ruffino: Braccialetti Rossi piace per la profondità

È passata con disinvoltura dal cinema dove ha debuttato a 20 anni ne "La Solitudine dei numeri primi" diretta da Saverio Costanzo alla tv, volto acqua e sapone ha un fisico minuto e un sorriso disarmante, ha subito perdite dolorose che l'hanno segnata profondamente ma che forse le hanno anche dato la forza di diventare quella che è oggi, un'attrice di talento con sguardo delicato proiettato verso il futuro tanto che oggi Aurora Ruffino, l'attrice rivelazione di "Braccialetti Rossi" sogna per il teatro un ruolo da cattiva magari Clitennestra.

La popolarità con il grande pubblico è arrivata nel 2014 grazie alla fiction dell'ammiraglia della tv del servizio pubblico prodotta dalla Palomar di Carlo degli Esposti "Braccialetti Rossi" per Rai Fiction, la fortunata serie fenomeno per ascolti e presenza sui social network che ha attirato migliaia di giovanissimi (il 10 luglio bagno di folla a Roma davanti alla Rai di Viale Mazzini dove i protagonisti hanno incontrato i loro fan prestandosi a foto, selfie e rilasciando autografi) e che avrà anche una seconda e terza stagione rispettivamente da quattro episodi ciascuno le cui riprese saranno girata da fine luglio in Puglia. Seguirà una terza sempre da quattro puntate: in totale otto episodi, due in più rispetto alla prima, ma 'spacchettate' in due stagioni.

Nel 2014 Aurora è stata anche tra i protagonisti di "Una Ferrari per due", film tv del ciclo "Purché finisca bene": «Adesso sogno una cattivissima Clitennestra». A confessarlo è stata lei stessa che ieri sera si è finalmente diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, classe di recitazione. «Sono stata fortunata - racconta all'ANSA a margine della consegna dei diplomi - perché sono sempre riuscita a studiare d'inverno e lavorare d'estate. Per di più a consegnarmi il diploma sono stati Claudia Cardinale e Giancarlo Giannini: un sogno, è la mia laurea».

Aurora Ruffino nonostante la giovane età ha lavorato senza sosta anche se la vita l'ha messa a dura prova fin da bambina, la morte della madre quando aveva soli 5 anni; cresciuta con i nonni e la zia in provincia di Torino insieme a 5 fratelli. A 14 anni segue un corso di teatro organizzato dalla scuola e lì trova la sua strada. A 19 anni, dopo la maturità, si iscrive alla Gipsy Musica Academy di Torino (scuola di ballo, danza e recitazione). A 21 anni un provino e il debutto al cinema, con il film "La solitudine dei numeri primi", dove interpreta Viola. Si trasferisce a Roma per studiare presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e di lì a un anno recita nella fiction "Questo nostro amore" in cui interpreta Benedetta, lavorando al fianco di Neri Marcorè e Anna Valle. Continua il lavoro di attrice grazie al film "Bianca come il latte, rossa come il sangue" diretta da Giacomo Campiotti, lo stesso che l'ha poi voluta in "Braccialetti Rossi".

«Nessuno di noi - aveva confessato la giovane attrice conversando con l'ANSA a margine della presentazione dei palinsesti Rai - si aspettava un successo del genere ma quello che ci ha colpito di più sono stati i giovanissimi che ci hanno sostenuto e seguiti fin dall'inizio e continuano a farlo sui social, sul web, per questo abbiamo voluto incontrali spesso. Una fiction semplice, profonda, normale, piace perché è autentica come la vita». Aurora in "Braccialetti Rossi" è Cris la ragazza del gruppo di giovani degenti dell'ospedale, ha 17 anni, soffre di disturbi dell'alimentazione, ma di lei si innamorano un po' tutti i ragazzi. «Una fiction dove si sono affrontate tematiche importanti come il tumore, l'anoressia, la malattia in generale, ma senza indugiare nella morbosità. Cris è una ragazza che può sembrare, di primo impatto antipatica, scontrosa perché ostenta molta sicurezza, molta forza. È al contrario molto dolce e fragile. Ci tengo a dire che lavorare con gli altri ragazzi è stato bellissimo, si è da subito creata un'atmosfera particolare, magica».

In autunno Aurora tornerà su Rai 1 anche nella seconda stagione di "Questo nostro Amore '70" per la regia di Luca Ribuoli di nuovo al fianco di Marcorè e Valle, ma sarà cresciuta, tutto è cambiato, sono iniziati gli anni Settanta. Cosa preferisce Aurora tra Cinema e televisione?. «Provo a fare bene entrambi, in ogni caso non fa differenza conta sempre la qualità del prodotto e chi ti dirige. Ci sono fiction molto belle e film di scarsa qualità. Anche se adoro il cinema fantasy quindi mi piacerebbe girare un film fantastico, magari nei panni di un personaggio dei fumetti».

Su Rai 2 al via "Codice Hangar", tra realtà e fantasia

Cosa lega la Tel Aviv di oggi con la Chester Mills della fantasia? Cosa unisce la realtà militare e il Medio Oriente con la struttura narrativa di una fiction seriale? Se ne parla a “Codice Hangar”, un nuovo programma condotto da Lucia Loffredo, in onda lunedì 14 luglio, alle 23.30 su Rai 2.

“Codice Hangar” tenta di rispondere ai tanti interrogativi proposti dalla serie “Under The Dome” (la cui seconda stagione prenderà il via mercoledì 16 luglio, alle 22.45 su Rai 2) con analisi, suggestioni, approfondimenti e ipotesi scientifiche e di intelligence. A rispondere agli interrogativi uno studioso della sacralità, Massimo Introvigne, un neurologo, Rosario Sorrentino e uno studioso del mistero e ufologo, Roberto Pinotti.