domenica 13 luglio 2014

Canale21 sbarca nel Lazio e parte dal Calciomercato

La tv made in Campania sbarca nel Lazio con una nuova produzione tutta dedicata al calciomercato di Napoli, Lazio e Roma. Tutte le novità nella striscia quotidiana "Goal app" in diretta dagli studi di Roma di Canale21 dal lunedì al venerdì dalle 19,00 alle 21,00 dal 14 luglio al primo agosto sul tasto 10 del telecomando sul digitale terrestre e visibile anche in diretta streaming sul sito www.canale21.it e su Facebook.

La Roma di Garcia, la nuova Lazio di Pioli e il Napoli 'spagnolo' di Benitez protagonisti ogni giorno con ospiti in studio e collegamenti esterni in diretta anche dai ritiri. "Goal app" è condotta dal sito giornalista Stefano Petrucci e dalla showgirl argentina Georgia Viero. E dal Brasile l'esclusiva con Katia Bagnarelli, la vedova del campione verdeoro, Socrates.

Dopo Floris a "Ballarò" il web vuole una donna: Federica De Sanctis la più apprezzata

Impazza il totonomi per il dopo Floris a Ballarò tra gli addetti ai lavori ma sul web gli italiani non hanno dubbi: il 62% dei monitorati sogna una donna, la soluzione ideale per rompere con il passato e aprire un nuovo capitolo su Rai 3.

È quanto emerge da uno studio di una società di web monitoring milanese condotto attraverso un monitoraggio sui principali social network su circa 1.200 italiani per capire chi auspicano come erede di Giovanni Floris. Ben il 49% degli italiani, infatti, ritiene che sarà impossibile replicare la stessa formula vincente e addirittura con lo stesso nome della trasmissione. Per questo già nella conduzione la scelta deve essere radicale e orientarsi su un personaggio femminile con esperienza (33%) ma non marchiato politicamente (55%), in grado di portare idee fresche (27%) e di gestire al meglio un talk show di qualità (39%) e senza risse (22%).

Ma come se lo immaginano gli italiani il dopo Floris? Se c'è chi ritiene che la Rai ha fatto un grave errore a lasciarselo sfuggire (61%), c'è anche chi ritiene che il conduttore abbia fatto bene ad accettare una nuova sfida (31%). Ma su Rai 3 adesso gli italiani immaginano una trasmissione più asciutta (17%), più «social oriented» (35%) e meno dominata dai sondaggi (29%). Giù anche gli applausi o i mugugni verso gli interventi degli ospiti in studio (28%). E per quanto riguarda la conduzione, il 44% dei monitorati vorrebbe uno stile più equidistante, meno tendenzioso nelle domande (23%) e che non si faccia rubare la scena dal protagonismo dei politici (21%).

E tra le conduttrici preferite ben un italiano su 2 (52%) vedrebbe bene l'autorevolezza e la competenza di Federica de Sanctis, big di Sky TG24. Più staccate Mia Ceran (41%) di Rai 3 e Giulia Innocenzi di Servizio Pubblico (34%), giudicate ancora troppo acerbe, mentre il direttore del Tg3 Bianca Berlinguer (26%) viene indicata come della «vecchia guardia» e troppo di parte. Chiude la «top five» Alessandra Sardoni (22%) di La7, considerata preparata ma che difficilmente Mentana si farà sfuggire.

Osservatorio Gemma: in tv non solo stereotipi sessisti

Fiction (italiana e americana), intrattenimento, pubblicità: un territorio (quello televisivo) vasto ed eterogeneo, al cui interno, senza eccessivi attriti, sembrano riuscire a convivere conduttrici da prima serata e vallette mute, moderne Cenerentole e giovani donne in carriera, casalinghe disperate ed eroine armate, ballerine in abiti succinti e mamme premurose. In questo sfaccettato prisma dei generi è comunque possibile individuare tracce e segnali di un cambiamento non lineare ma significativo che, erodendo i consolidati stereotipi del passato, oggi dà origine a forme decisamente più complesse e innovative di rappresentazione del femminile. Un libro raccoglie i primi risultati dell'Osservatorio Gemma, sorto nel 2010, proprio per studiare i modi, spesso contrapposti, in cui l'immagine della donna e della femminilità è veicolata dai programmi televisivi. Il libro si intitola «Il prisma dei generi. Immagini di donne in tv», è curato da Milly Buonanno ed è pubblicato da Franco Angeli Editore (pagine 224, euro 29).

La fiction televisiva italiana e americana, i programmi di intrattenimento, la pubblicità commerciale e istituzionale sono stati monitorati e analizzati, secondo un approccio che privilegia la rilevazione e la messa in valore dei segnali di cambiamento nelle rappresentazioni televisive delle identità di genere. Il volume è il primo che offre elementi empirici circa le caratteristiche di questa nuova apertura.

"Covert Affairs" su Top Crime dalla prima stagione

“Covert Affairs” - serie che vede protagonista l’ex ragazza del “Coyote Ugly” Piper Perabo - debutta su Top Crime, dalla 1° stagione e in doppio audio, dal 14 luglio, ogni lunedì, in prima serata.

In “Covert Affairs” - dove interpreta una giovane agente della C.I.A. - l’icona del girl power Piper Perabo dà la caccia ai criminali indossando vertiginose Louboutin. Il ruolo ha fruttato all’attrice texana una nomination ai Golden Globe nel 2011, dopo aver vinto un MTV Movie Award nel 2001 con le performance di Violet "Jersey" Sanford.

Lo spy-drama - negli Usa giunto alla 5° stagione sul canale via cavo Usa Network - racconta le avventure della recluta della Cia Annie Walker (Perabo), alla sua prima esperienza lavorativa. Improvvisamente assunta e promossa agente operativo, la ragazza è la ex di uno dei maggiori ricercati dell’Agenzia. E la storia tra i due è il motivo per cui la Cia decide di arruolarla: l’agente Walker dovrà aiutarli a catturare il latitante lavorando sotto copertura al Museo Smithsonian di Washington…

Tra i prossimi impegni di Piper Perabo sul grande schermo, figura il film diretto da David Hackl, “Grizzly”. Nel cast, Billy Bob Thorton, James Marsden e Scott Glenn.

La rimozione della Concordia domani in diretta su Sky

A due anni e mezzo dal tragico naufragio in cui persero la vita 32 persone, prenderanno il via domani le operazioni di rimozione della Costa Concordia dalle acque dell'Isola del Giglio. Si inizierà con le manovre di rigalleggiamento della nave, che impegneranno cinque-sette giorni, quindi il transatlantico partirà per il suo ultimo viaggio verso il porto di Genova, dove sarà demolito.

A partire dalle 6 di domani, dunque, e per tutta la durata delle operazioni, Sky TG24 HD seguirà la più grande impresa di rimozione navale, dedicando al recupero di Costa Concordia ampie finestre informative e approfondimenti, all'interno di tutte le principali edizioni del telegiornale. Il racconto, informa una nota di Sky, sarà arricchito dall'utilizzo di animazioni in timelapse, mappe interattive e grafiche 3D, mentre aggiornamenti puntuali sulle condizioni meteorologiche e marine che interesseranno i lavori saranno forniti da Sky Meteo24.

Aiart: "Wrestling su Cielo, orario inadatto"

«I genitori non lascino soli i propri bimbi a guardare il wrestling in tv. Ai più piccoli va spiegata la pericolosità di certe mosse, va detto chiaramente che non è un gioco. Cielo la domenica alle 11 del mattino manda in onda "Wrestling Wwe Smackdown", e noi siamo convinti che tali trasmissioni dovrebbero avvenire in orario serale. Ricordiamo che nel 2005 l’allora Comitato Tv e Minori ne aveva vietato la trasmissione nel pomeriggio». Lo afferma Luca Borgomeo, presidente dell’associazione di telespettatori cattolici Aiart. «È sicuramente lecito trasmettere un incontro di wrestling, ma ci chiediamo: perché la domenica mattina? A quell’ora non ci sono troppi bambini davanti al piccolo schermo?».

Bernabei contro Freccero: "Insulto agli spettatori"

«Mi meraviglio che Carlo Freccero, che ha lavorato tanti anni nella tv generalista anche in Rai, non conosca la differenza con la pay-tv. La prima si pone l’obiettivo di raggiungere un pubblico il più vasto possibile, la seconda si rivolge alle nicchie del mercato».

All’indomani delle esternazioni del neodirettore del RomaFictionFest, che stigmatizza la fiction italiana definendola «edificante con eroi, giudici, santi e rivolta al passato», le reazioni non si fanno attendere. Luca Bernabei, amministratore delegato di Lux Vide, si sente chiamato in causa e reagisce indignato: «In quanto produttore di serie come “Don Matteo”, mi sento insultato io insieme agli 8 milioni di persone che la seguono. Il suo discorso è molto elitario e si permette di fare ironie su milioni di telespettatori, ma non mi stupisce più di tanto: da altri “intellettuali” come lui ho sentito fare battute del tipo “speriamo che Ciro, cioè il protagonista sanguinario di “Gomorra”, uccida presto Don Matteo».

Per quanto riguarda poi la qualità e il tipo di pubblico che segue i prodotti di Rai 1, che Freccero ha definito «attempato e che si rifugia nel ricordo dei tempi andati», Bernabei obietta: «La nostra platea composta da rimbambiti? Tra i nostri spettatori, ci sono il 25,28% di laureati e il 31% di laureate; tra il 30 e il 40% di donne del Nord Est e tra il 40 e 43% del Centro Nord. Inoltre, un target commerciale tra i 25 e i 44 anni di età. Una curiosità? Le 10 fiction più viste nel 2014 dagli abbonati Sky, la pay-tv magnificata da Freccero, sono stati 10 episodi proprio di “Don Matteo”».

Sul fronte della «mancata sperimentazione» che lamenta Freccero da parte di Rai 1 e Canale 5, Bernabei ribatte: «L’innovazione di contenuti non si misura con la quantità di litri di sangue che si vedono scorrere sullo schermo. E comunque la sperimentazione che può fare la tv generalista deve essere mirata all’allargamento del target, non dimenticando lo zoccolo duro degli affezionati. Inoltre, la mission della Rai in particolare, che è servizio pubblico, è quella di parlare a tutti! L’Italia non è un Paese bigotto, bensì laico che sceglie di vedere una fiction come “Don Matteo” che è detection, dove però si parla anche di valori».

Poi il produttore, come un fiume in piena, aggiunge: «Sono stufo di queste sterili polemiche demagogiche, fatte per far parlare di sé. È sbagliato che una persona, che dovrebbe essere super partes, rilasci simili dichiarazioni. Io al festival diretto da Freccero non manderò nessun nostro prodotto, e magari lui sarà contento, ma si ricordi che l’unica vera differenza che esiste è quella tra fiction fatta bene e quella fatta male».

Intanto Marco Follini, presidente dell’Associazione produttori televisivi che organizza la vetrina romana, rinnova la fiducia a Freccero, ma puntualizza: «L’ho voluto per convinzione e non per “disperazione”, come scherzosamente ha detto lui».

di Emilia Costantini
per "Corriere della Sera"