venerdì 11 luglio 2014

Aurora Ruffino: Braccialetti Rossi piace per la profondità

È passata con disinvoltura dal cinema dove ha debuttato a 20 anni ne "La Solitudine dei numeri primi" diretta da Saverio Costanzo alla tv, volto acqua e sapone ha un fisico minuto e un sorriso disarmante, ha subito perdite dolorose che l'hanno segnata profondamente ma che forse le hanno anche dato la forza di diventare quella che è oggi, un'attrice di talento con sguardo delicato proiettato verso il futuro tanto che oggi Aurora Ruffino, l'attrice rivelazione di "Braccialetti Rossi" sogna per il teatro un ruolo da cattiva magari Clitennestra.

La popolarità con il grande pubblico è arrivata nel 2014 grazie alla fiction dell'ammiraglia della tv del servizio pubblico prodotta dalla Palomar di Carlo degli Esposti "Braccialetti Rossi" per Rai Fiction, la fortunata serie fenomeno per ascolti e presenza sui social network che ha attirato migliaia di giovanissimi (il 10 luglio bagno di folla a Roma davanti alla Rai di Viale Mazzini dove i protagonisti hanno incontrato i loro fan prestandosi a foto, selfie e rilasciando autografi) e che avrà anche una seconda e terza stagione rispettivamente da quattro episodi ciascuno le cui riprese saranno girata da fine luglio in Puglia. Seguirà una terza sempre da quattro puntate: in totale otto episodi, due in più rispetto alla prima, ma 'spacchettate' in due stagioni.

Nel 2014 Aurora è stata anche tra i protagonisti di "Una Ferrari per due", film tv del ciclo "Purché finisca bene": «Adesso sogno una cattivissima Clitennestra». A confessarlo è stata lei stessa che ieri sera si è finalmente diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, classe di recitazione. «Sono stata fortunata - racconta all'ANSA a margine della consegna dei diplomi - perché sono sempre riuscita a studiare d'inverno e lavorare d'estate. Per di più a consegnarmi il diploma sono stati Claudia Cardinale e Giancarlo Giannini: un sogno, è la mia laurea».

Aurora Ruffino nonostante la giovane età ha lavorato senza sosta anche se la vita l'ha messa a dura prova fin da bambina, la morte della madre quando aveva soli 5 anni; cresciuta con i nonni e la zia in provincia di Torino insieme a 5 fratelli. A 14 anni segue un corso di teatro organizzato dalla scuola e lì trova la sua strada. A 19 anni, dopo la maturità, si iscrive alla Gipsy Musica Academy di Torino (scuola di ballo, danza e recitazione). A 21 anni un provino e il debutto al cinema, con il film "La solitudine dei numeri primi", dove interpreta Viola. Si trasferisce a Roma per studiare presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e di lì a un anno recita nella fiction "Questo nostro amore" in cui interpreta Benedetta, lavorando al fianco di Neri Marcorè e Anna Valle. Continua il lavoro di attrice grazie al film "Bianca come il latte, rossa come il sangue" diretta da Giacomo Campiotti, lo stesso che l'ha poi voluta in "Braccialetti Rossi".

«Nessuno di noi - aveva confessato la giovane attrice conversando con l'ANSA a margine della presentazione dei palinsesti Rai - si aspettava un successo del genere ma quello che ci ha colpito di più sono stati i giovanissimi che ci hanno sostenuto e seguiti fin dall'inizio e continuano a farlo sui social, sul web, per questo abbiamo voluto incontrali spesso. Una fiction semplice, profonda, normale, piace perché è autentica come la vita». Aurora in "Braccialetti Rossi" è Cris la ragazza del gruppo di giovani degenti dell'ospedale, ha 17 anni, soffre di disturbi dell'alimentazione, ma di lei si innamorano un po' tutti i ragazzi. «Una fiction dove si sono affrontate tematiche importanti come il tumore, l'anoressia, la malattia in generale, ma senza indugiare nella morbosità. Cris è una ragazza che può sembrare, di primo impatto antipatica, scontrosa perché ostenta molta sicurezza, molta forza. È al contrario molto dolce e fragile. Ci tengo a dire che lavorare con gli altri ragazzi è stato bellissimo, si è da subito creata un'atmosfera particolare, magica».

In autunno Aurora tornerà su Rai 1 anche nella seconda stagione di "Questo nostro Amore '70" per la regia di Luca Ribuoli di nuovo al fianco di Marcorè e Valle, ma sarà cresciuta, tutto è cambiato, sono iniziati gli anni Settanta. Cosa preferisce Aurora tra Cinema e televisione?. «Provo a fare bene entrambi, in ogni caso non fa differenza conta sempre la qualità del prodotto e chi ti dirige. Ci sono fiction molto belle e film di scarsa qualità. Anche se adoro il cinema fantasy quindi mi piacerebbe girare un film fantastico, magari nei panni di un personaggio dei fumetti».

La preview dei nuovi programmi Mediaset domani in prima serata su tutte le reti del Gruppo

Per la prima volta, il filmato inedito che anticipa i programmi Mediaset della prossima stagione diventa un programma di prima serata. In onda in contemporanea su tutte le reti del Gruppo.

La preview è intitolata “Mediaset, la nuova stagione 2014-2015”, dura 10 minuti e sarà trasmessa sabato 12 luglio alle 21.15 su Canale 5, Italia 1, Retequattro, Iris, Top Crime, La5, Italia 2, Mediaset Extra e TgCom24. I telespettatori potranno vedere in anteprima tutte le novità della futura programmazione Mediaset.

Gli ascolti saranno regolarmente rilevati da Auditel.

Timori su andamento pubblicità, Mediaset perde in Borsa

Mediaset ha invertito rotta a Piazza Affari, penalizzata dai timori per l'andamento della raccolta pubblicitaria. I titoli del Biscione stanno perdendo l'1,13%, attestandosi a 3,31 euro, mentre il Ftse Mib sale di oltre l'1%.

Nielsen ha indicato che il settore della pubblicità è tornato a soffrire lo scorso maggio accusando una flessione del 5,2% su base annua. Il settore delle tv ha registrato un calo degli investimenti pubblicitari del 4,6%, con Rai e Mediaset che hanno fatto peggio della media accusando rispettivamente ribassi pari al 7,2% e al 5%. È andata bene Sky mettendo a segno un progresso del 5,4%, mentre ha sofferto (ma meno del mercato) La7, con un ribasso del 2,9%. I dati non fanno dormire sonni tranquilli agli investitori. E anche gli analisti hanno giudicato i numeri di maggio inferiori alle attese.

Rai, licenziato dipendente uff. legale, violata riservatezza

La Rai ha licenziato Paolo Favale, dipendente dell'ufficio legale. Secondo quanto si apprende, alla base del provvedimento ci sarebbe la violazione dell'obbligo di riservatezza.

Tg Rai, il progetto di Gubitosi: meno edizioni e redazioni unificate

Luigi Gubitosi ci ha pensato seriamente: se la spagnola Tve, la tedesca Ard-Zdf e la mitica Bbc hanno una direzione centralizzata delle news, con un solo giornalista a capo di tutta l'informazione, perché mai non provarci anche in Italia, alla Rai? Poi il direttore generale della nostra televisione di Stato e lo staff di tre collaboratori che lavora con lui alla questione ha preso atto degli ostacoli anche logistici che sono sul terreno. Per ora, invalicabili. Le forze giornalistiche della Rai sono dislocate a Saxa Rubra, a Roma, in 7 diverse palazzine che poco hanno a che vedere con l'avveniristica sede unica dell'inglese Bbc (a Portland Place, Londra). Dunque - se questi sono gli spazi - è impossibile per la Rai sognare redazioni o direzioni unitarie. Eppure Gubitosi non si arrende e chiede un consiglio di amministrazione straordinario, mercoledì 23 luglio, per esporre la sua riforma. Una cosa non rivoluzionaria forse, ma realistica.

Che parte dalle edizioni dei telegiornali. Tg1, Tg2 e Tg3 ne producono 21 ogni giorno. Troppe, anche alla luce delle medie europee. Saranno ridotte fino al 30% (ma sulle dimensioni dell'intervento servirà il via libera dei consiglieri). Le attuali continue edizioni di Tg1, Tg2 e Tg3 hanno ucciso in culla il canale di sole notizie Rai News 24. Se uno trova un telegiornale ogni 5 minuti sulle reti principali, che bisogno ha di accendere Rai News? Questo canale malgrado gli sforzi del direttore Monica Maggioni viene accreditato di un ascolto medio, di uno share dello 0,57% nei primi 6 mesi del 2014 (fonte, Barometro). L'obiettivo di Gubitosi è di portare il canale ai livelli di gradimento dei cugini europei (BbcWorld il modello), grazie anche a una collocazione diversa sul telecomando (oggi il numero 48 è un ulteriore handicap). In prospettiva, se i soldi in cassa lo permetteranno, Rai News 24 verrà sdoppiato, con una redazione irradiata solo all'estero e in inglese (France Télévision parla al mondo in tre lingue: inglese appunto, arabo e francese). Non è nei piani del direttore generale fondere Rai News 24 con il Tg2. La voce che circola è infondata. Gubitosi punta anche a ridurre le testate giornalistiche (oggi sono 8) fino a un massimo di 4 o 5. E anche le relative redazioni saranno accorpate. Ma nessuno dei marchi storici sparirà.

Se l'azienda ad esempio dovesse unire i giornalisti di Tg1 e Tg2, comunque questo corpo redazionale unico produrrà le edizioni del Tg1 e del Tg2. Ma, attenzione, la filosofia editoriale dei telegiornali dovrà cambiare. Non è possibile che tutti i tg diano notizie su tutto, quasi facessero capo a un editore differente. L'informazione delle varie reti dovrà caratterizzarsi, dunque. Il Tg1 darà notizie ad ampio raggio, il Tg2 accentuerà la sua vocazione per il costume e le tendenze sociali mentre il Tg3 andrà verso il sociale e gli esteri. Gubitosi chiederà ai cronisti, inoltre, di mettersi alle spalle l'anima democristiana, socialista e comunista che venne loro assegnata in un'epoca ormai chiusa e lontanissima.

La Rai, infine, tratterà con i sindacati su multimedialità e flessibilità. Ogni giornalista, se necessario, dovrà lavorare per qualsiasi testata dell'azienda senza se e senza ma; e userà la telecamera o lo smartphone per filmare mentre la funzione di ripresa oggi è riservata all'operatore. Un gruppo di 4 persone, dunque, lavora alla riforma. Oltre al dg Gubitosi, la task force conta sul direttore delle Risorse Umane Fiorespino, sul direttore dello Sviluppo Strategico Nardello, infine su Nino Rizzo Nervo, ex consigliere oggi presidente del Centro per la Formazione in giornalismo radiotelevisivo (è la Scuola di Perugia). Proprio Rizzo Nervo (nel 1999) fu promotore della unificazione tra il Tg3 e la Tgr. Mentre Livio Zanetti promosse la fusione dei tre radiogiornali nell'ormai lontano 1993. Ora la sfida degli accorpamenti attende Gubitosi. Vedremo se ce la farà.

di Aldo Fontanarosa
per "La Repubblica"

Su Rai 2 al via "Codice Hangar", tra realtà e fantasia

Cosa lega la Tel Aviv di oggi con la Chester Mills della fantasia? Cosa unisce la realtà militare e il Medio Oriente con la struttura narrativa di una fiction seriale? Se ne parla a “Codice Hangar”, un nuovo programma condotto da Lucia Loffredo, in onda lunedì 14 luglio, alle 23.30 su Rai 2.

“Codice Hangar” tenta di rispondere ai tanti interrogativi proposti dalla serie “Under The Dome” (la cui seconda stagione prenderà il via mercoledì 16 luglio, alle 22.45 su Rai 2) con analisi, suggestioni, approfondimenti e ipotesi scientifiche e di intelligence. A rispondere agli interrogativi uno studioso della sacralità, Massimo Introvigne, un neurologo, Rosario Sorrentino e uno studioso del mistero e ufologo, Roberto Pinotti.

giovedì 10 luglio 2014

Palinsesti La7 2014/2015, Cairo: puntiamo a 7 prime serate fortissime

Con l'arrivo di Giovanni Floris, La7 punta su quelle che l'editore Urbano Cairo definisce «sette prime serate fortissime» a partire da quella del martedì, affidata proprio all'ex conduttore di 'Ballarò'. Floris, oltre al programma di prima serata, che avrà la copertina di Maurizio Crozza come avveniva nella trasmissione di Rai 3, condurrà una striscia quotidiana alle 19.40, che farà da traino al Tg di Enrico Mentana. «Non era così scontato, oggi è ufficiale: abbiamo siglato un accordo con Floris, che da settembre sarà un volto e un conduttore di La7» ha annunciato con soddisfazione Cairo presentando i palinsesti 2014-2015. «Se Floris ha scelto La7 - ha detto l'editore - è perché abbiamo immaginato un rapporto molto lungo, di 5 anni, e perché quando ho visto che voleva una striscia quotidiana intorno alle 19.40 ho detto 'benissimo', anche perché con Mentana si è sempre detto di trovare qualcosa che potesse dare al Tg, che parte dal 3%, un piedistallo più alto». «Se già Mentana arrivava al 7%, se parte già al 4, 5 o 6% potrebbe arrivare all'8, 9 o al 10%, un risultato che si andrebbe a riverberare - ha ipotizzato Cairo - su tutta la serata». L'arrivo di Floris è anche la soluzione al problema del martedì sera: «era una giornata difficile perché era appannaggio di 'Ballarò', oggi - ha sottolineato - abbiamo la fortuna di poter avere Floris con noi ed è un fatto di grandissima importanza». Per ora un titolo per la nuova trasmissione, che dovrebbe partire a settembre - così come la striscia quotidiana sul fatto del giorno - nella fascia 21.15-24, ancora non c'è, ma il conduttore «sta pensando a come presentare un programma innovativo, fresco, sulle notizie, che interessi la gente». Sui motivi del passaggio di Floris dalla Rai a La7, Cairo preferisce non scendere «in polemica con la Rai, se perdi un carico come Floris c'è amarezza e cerchi responsabilità che poi non sono reali». No comment anche sul compenso del giornalista: si parlava di 4 milioni per 3 anni, sono diventati 6,5 milioni con due anni in più a La7? «Bella domanda - ha risposto sorridendo - ma non posso rispondere, è una cosa riservata, se vuole lo dice Floris». Quel che è certo è che «quando c'è l'opportunità di ingaggiare Floris non ci pensi un secondo, lo fai punto e basta».

Restano confermati i conduttori di punta della rete, quelli che, insieme a Floris, saranno protagonisti del prime time, la fascia più considerata da Cairo perché quella di maggior ascolto. «Non ci sono posti in piedi» ha sottolineato l'editore, elencando i protagonisti della settimana, con il lunedì affidato a 'Piazza pulita' di Corrado Formigli, il martedì di Floris, il mercoledì in rosa - con una staffetta al femminile composta da Daria Bignardi e le sue 'Invasioni barbariche', Giulia Innocenzi con 'Announo', Myrta Merlino con 'L'aria che tira' e la decima stagione di 'Grey's anatomy' - il giovedì presidiato da 'Servizio Pubblico' di Michele Santoro, il venerdì saldamente nelle mani di Maurizio Crozza, il sabato dedicato alla fiction (le indagini del commissario Maigret) e la domenica, molto probabilmente, occupata da 'La gabbia' di Gianluigi Paragone.

Se il pomeriggio «è un territorio che va migliorato» grandi soddisfazioni sono venute invece dalla mattina, che «va benissimo con 'Omnibus', 'Coffee break' e 'L'aria che tira'». Ci sono poi i grandi eventi come Miss Italia, il 14 settembre in diretta da Jesolo, al suo secondo anno su La7, con la conduzione di Simona Ventura e per cui Cairo spera in uno share del 10%. E poi il premio Campiello, per la prima volta su La7, da Venezia il 13 settembre, condotto da Geppi Cucciari e Neri Marcorè. Nessun annuncio in vista, invece, per i diritti tv delle gare del Torino nei preliminari di Europa League: «non abbiamo interessi particolari nello sport che non è una nostra eccellenza». Lo è invece la vocazione informativa, che nella stagione 2013/14 ha portato il network (La7 e la La7d) al 4,2% di share medio e al 5,1% in prime time, con punte del 9,5% per 'Servizio Pubblico'.