mercoledì 29 luglio 2015

Telecom Italia porta Netflix in Italia su TIMvision

Il Gruppo Telecom Italia e Netflix annunciano oggi di aver raggiunto un accordo grazie al quale i clienti TIM potranno accedere direttamente a Netflix attraverso il set-top box di TIMvision. Con questa importante intesa TIM conferma il proprio impegno nella diffusione di servizi innovativi con particolare attenzione al mercato dell'intrattenimento, anche in un'ottica di sviluppo della banda ultra larga nel Paese, e ribadisce il ruolo di abilitatore tecnologico grazie alle sue reti ad altissima velocità fisse e mobili.

In questo modo i clienti TIM potranno accedere facilmente in modalità on demand ai contenuti di Netflix, leader globale dell’Internet TV, che offre una grande selezione di film e serie televisive originali e pluri-premiate, oltre ad una sezione dedicata ai più piccoli. La programmazione Netflix sarà disponibile direttamente sulla TV di casa attraverso il decoder TIMvision, anche in qualità HD, grazie all’infrastruttura di rete fissa a banda larga e ultra larga di TIM, la più estesa nel Paese.

TIM e Netflix prevedono di introdurre una modalità di sottoscrizione e accesso semplificata al servizio di Netflix per fornire un'esperienza streaming di alta qualità.

In particolare in occasione del lancio, l'offerta Netflix comprenderà le esclusive serie originali, tra cui Marvel's Daredevil, Sense8, Bloodline, Grace and Frankie, Unbreakable Kimmy Schmidt e Marco Polo, i famosi documentari Virunga, Mission Blue e Chef's Table, una speciale selezione di stand-up comedy, oltre ad una sezione interamente dedicata ai più giovani. La programmazione si arricchirà continuamente, includendo anche i primi film originali Netflix, con titoli attesissimi quali Beasts of No Nation, Crouching Tiger, Hidden Dragon: The Green Legend, Jadotville e The Ridiculous 6. L’offerta Netflix sarà valorizzata per il pubblico italiano, grazie ai sottotitoli e al doppiaggio.

"La partnership con Netflix conferma la nostra strategia industriale e ci vede in Italia come l’unica piattaforma aperta di distribuzione di contenuti premium che integra le migliori offerte disponibili sul mercato", dichiara Marco Patuano, Amministratore Delegato di Telecom Italia - Questo accordo dimostra ancora una volta come i grandi player premino la qualità delle nostre reti. Con Netflix proseguiamo nel percorso di collaborazione tra le telco e le media companies che ci consente di proporci al mercato con un’offerta pienamente convergente, rafforzando un nuovo modello di business centrato sulla video strategy”.

"Siamo felici di presentare Netflix al pubblico italiano" afferma Bill Holmes, responsabile generale Business Development di Netflix. "La partnership con Telecom Italia renderà ancora più semplice agli italiani scoprire Netflix e, con esso, un nuovo modo di guardare la TV, che consente agli spettatori di decidere quando e come godersi lo spettacolo".

Sui contenuti tv è n arrivo, con ogni probabilità la prossima settimana, un'intesa di Telecom con Mediaset: in questo caso l'accordo dovrebbe ricalcare quello siglato ad aprile con Sky per distribuire i programmi attraverso la rete fissa e mobile.

Rai, da oggi prima in Europa con Bilancio sociale

La Rai da oggi è la prima azienda radiotelevisiva italiana ad avere un proprio bilancio sociale e la prima in Europa ad averne uno certificato. A presentare i risultati, il presidente Anna Maria Tarantola e il direttore generale Luigi Gubitosi, insieme a Costanza Esclapon, direttore Comunicazione e relazioni esterne.

«Questo bilancio - esordisce il presidente Tarantola - è la prima tappa di un percorso per rendere la Rai sempre più servizio pubblico, sottolineando i valori di responsabilità sociale e sostenibilità. Ed è anche un modo per garantire trasparenza e concretizzare la propria indipendenza. Per noi - prosegue - è fondamentale il rispetto sostanziale, e non formale, delle regole e dei valori condivisi. Si può dire che il fil rouge del nostro operato è fare la differenza anche e soprattutto nel mondo multipiattaforma e digitale. Presentare ora il Bilancio e non attendere che tutto il processo fosse completato - dice ancora - è una scelta coraggiosa, una presa di coscienza di quello che è stato fatto e che si deve ancora fare».

Iniziativa pionieristica a livello europeo, il Bilancio sociale della Rai, spiega la Esclapon, «è anche il primo a essere certificato a un'azienda radiotelevisiva europea. Neanche la BBC ne ha uno certificato e a quanto ci risulta solo France Tv sta facendo delle verifiche interne». Realizzato da un'area interna apposita, il Bilancio Rai è diviso in 10 capitoli: Identità, Governance, Riferimenti economici, Etica e trasparenza di gestione, Componente tecnologica, Offerta radio e tv, Teche, Impegno sui temi del sociale, Risorse umane e Ambiente.

Nel capitolo Offerta, i numeri di ciò che abbiamo visto nel 2014: il «71,4%» lo spazio dedicato dalle tre reti generaliste ai generi predeterminati a fronte del 70% dell'obbligo di contratto di servizio. Il 27,5% è per l'informazione, 4% sport, 13,8% produzioni italiane ed europee, 10,7% cultura, 10,1% programmi di servizio, 5,3% offerta per bambini, 10,3% film e fiction extra europee, 18,3% intrattenimento. Cresce il web con una media mensile di 176 mila pagine viste (nel 2013 erano 149 mila) mentre i soli Podcast radio nel 2014 hanno toccato gli 80 milioni di download. Tra i temi sensibili promossi, le donne, la tutela dell'infanzia, disabilità e inclusione sociale.

«Un bilancio sociale - commenta Gubitosi - dovrebbe far parte di ogni azienda pubblica. Raccontare tutto questo agli stakeholders serve anche ad aiutare loro a darci il giusto feedback. Il bilancio deve essere uno strumento di lavoro per noi e per gli altri, perché ci comunichino dove possiamo far meglio».

(Fonte: Ansa)

Sky cresce in Europa, in Italia abbonati a 4.7 mln

Sky in Europa, con la capogruppo inglese che ora raggruppa anche Germania, Austria e Italia, nell'esercizio chiuso al 30 giugno scorso ha registrato un utile prima delle tasse di 2,14 miliardi di euro (+48% rispetto al 2013-2014), anche grazie a dismissioni tra le quali Sky Bet per circa 850 milioni.

I ricavi sono saliti del 5% a quasi 16 miliardi battendo le stime degli analisti, con Sky Italia che da novembre - cioè da quando è consolidata a livello europeo - genera utili per oltre 35 milioni. In calo del 2,5% i ricavi, anche per minori introiti dalla cessione di parte dei diritti sulla Champions league. In Italia il ricavo medio per abbonato è stabile a 43 euro, rispetto ai 34 della Germania e ai 66 di Gran Bretagna e Irlanda.

Gli abbonati in Italia - dopo tre anni di leggero calo - sono stabili a 4,725 milioni con 387mila nuovi clienti per i servizi integrativi a pagamento. Diminuiscono gli abbandoni, pari al 9,6% degli abbonati, un dato in contrazione rispetto al 10,3% di un anno fa. La Champions league (che ora verrà trasmessa da Mediaset Premium) viene ritenuta poco redditizia in termini di crescita degli abbonati, mentre il gruppo a livello europeo afferma di essere «sulla buona strada» per completare sinergie che varranno oltre 280 milioni entro il giugno 2017.

(Fonte: Ansa)

Continuano le amichevoli delle squadre di Serie A: oggi Napoli-Cittadella e Mainz-Lazio in diretta su Premium Sport/HD

martedì 28 luglio 2015

Mediaset chiede a Sky di pagare per programmi ritrasmessi

Negli Stati Uniti sono tra le maggiori voci di ricavi per le reti televisive produttrici di contenuti, in Gran Bretagna le tv in chiaro stanno chiedendo 200 milioni di sterline all'anno alle 'pay', in Germania vengono riconosciuti già oltre 100 milioni di euro. È il valore secondo Mediaset dei 'retransmission fees', i diritti per la trasmissione sul satellite dei programmi delle reti in chiaro, che il Biscione ora chiede formalmente a Sky di pagare. Dopo la delibera di marzo dell'Agcom sul rapporto nella stessa materia fra Rai e Sky, «faremo valere i nostri diritti con atti formali: abbiamo un approccio che si svilupperà nelle prossime settimane», afferma il consigliere di amministrazione di Mediaset Gina Nieri. «Da tempo chiediamo a Sky, che continua a includere le nostre reti gratuite nella propria offerta, un accordo di 'retransmission fees', pratica consolidata sia negli Stati Uniti sia in Europa», spiega Nieri in un incontro con la stampa sulla difesa dei diritti sulla produzione televisiva.

Ma poco dopo l'Autorità specifica che quella delibera (la 128/15) si può applicare soltanto alla concessionaria del servizio pubblico, ovvero alla Rai, e non alle emittenti commerciali come Mediaset. Comunque il Biscione intima alla televisione satellitare di trovare un'intesa, altrimenti ritiene di avere abbastanza argomenti giuridici per avviare un ricorso legale.

Ma dal quartier generale di Sky emerge tranquillità sulla vicenda: si tratterebbe di un segnale che già Mediaset invia sul satellite in chiaro e quindi il Biscione non potrebbe accampare pretese economiche per programmi che chiunque, che sia o meno abbonato a Sky, può vedere con un 'vecchio' decoder satellitare.

La Borsa comunque ha apprezzato la mossa (il titolo Mediaset, il migliore tra quelli a elevata capitalizzazione di Piazza Affari, ha chiuso in rialzo del 4,1% a 4,77 euro) e a sostegno delle proprie tesi Mediaset presenta uno studio sulle abitudini degli abbonati Sky: secondo dati Auditel, utilizzando il decoder satellitare i circa 4,5 milioni di clienti della tv di Murdoch guarderebbero soprattutto televisione in chiaro: nel 'prime time' Canale 5 avrebbe l'11,7% di share con 493mila telespettatori medi, Rai Uno l'11,6%, Sky Sport sarebbe solo terza con il 5% e 209mila spettatori.

In questa materia il gruppo di Cologno Monzese ha un tavolo aperto con Vodafone e Telecom, mentre ha già concluso un accordo con Microsoft. Da tempo il Biscione lotta in sede anche giuridica per avere riconoscimento economico per l'uso su altre piattaforme dei suoi programmi e quest'anno, dopo una diffida, sta ottenendo da Facebook l'eliminazione dei post relativi. Per settembre attende poi la sentenza per la prima grande causa intentata, quella iniziata nel 2008 contro YouTube e Google per la presenza dei suoi programmi sul portale dei video, nella quale Mediaset ha chiesto un risarcimento di 500 milioni. «Le perizie svolte fin qui hanno espresso una forchetta di valutazione che consolida la nostra valutazione di veder riconosciuto il danno: si tratta di soldi veri e importanti», conclude Nieri.

(Fonte: Ansa)

La Domenica Sportiva si rinnova con Antinelli e Giusy Versace, dal 23 agosto

Ciak per il Papa di Sorrentino con Law e Diane Keaton

Diane Keaton sarà una suora in The Young Pope di Paolo Sorrentino, otto puntate di una serie internazionale con protagonista Jude Law e che si annuncia tra gli eventi della prossima stagione tv. Le riprese di questa coproduzione che vede insieme Sky, Hbo e Canal+, sono cominciate questa settimana. Jude Law è un immaginario Pio XIII, al secolo Lenny Belardo, mentre la Keaton è Suor Mary, una suora originaria degli Stati Uniti che vive in Vaticano. Per il regista di Youth e premio Oscar per La Grande Bellezza è l'esordio in una regia televisiva.

The Young Pope racconta il controverso inizio del pontificato di Pio XIII, al secolo Lenny Belardo. Un personaggio complesso e contraddittorio, così conservatore nelle sue scelte da rasentare l'oscurantismo ma allo stesso tempo straordinariamente pieno di compassione per i più deboli. Un uomo di potere, che caparbiamente resiste a coloro che corteggiano il Vaticano, senza il timore di perdere consensi. Nelle 8 puntate Belardo si troverà a confrontarsi con l'abbandono degli affetti personali e con la costante paura di essere abbandonato anche dal suo Dio. Un uomo che, tuttavia, non ha paura di farsi carico della millenaria missione di difendere proprio quello stesso Dio e il mondo che Lo rappresenta.

A proposito della serie, Paolo Sorrentino ha affermato: «I segni evidenti dell'esistenza di Dio. I segni evidenti dell'assenza di Dio. Come si cerca la fede e come si perde la fede. La grandezza della santità, così grande da ritenerla insopportabile. Quando si combattono le tentazioni e quando non si può fare altro che cedervi. Il duello interiore tra le alte responsabilità del capo della chiesa cattolica e le miserie del semplice uomo che il destino (o lo Spirito Santo) ha voluto come Pontefice. Infine, come si gestisce e si manipola quotidianamente il potere in uno stato che ha come dogma e come imperativo morale la rinuncia al potere e l'amore disinteressato verso il prossimo. Di tutto questo parla The Young Pope».

La serie è prodotta da Wildside, e coprodotta da Haut et Court TV e Mediapro. I produttori esecutivi Wildside sono Lorenzo Mieli e Mario Gianani insieme a John Lyons. I produttori esecutivi Haut et Court TV sono Caroline Benjo, Carole Scotta e Simon Arnal. La notizia dell'ingresso di Diane Keaton è stata data oggi e nei prossimi giorni sono attesi altri nomi per completare un cast internazionale.

Diane Keaton è un'attrice pluripremiata e versatile, una regista affermata, una produttrice e un'autrice di best seller. Ha recitato in film come la trilogia de Il Padrino, In cerca di Mr. Goodbar, Io e Annie, Baby Boom, Il padre della sposa e Il club delle prime mogli. Ha vinto il premio Oscar come migliore attrice protagonista per Io e Annie e ha ricevuto tre candidature rispettivamente per Tutto può succedere - Something's Gotta Give, Reds e La stanza di Marvin. È anche una scrittrice affermata ed è stata due volte nella classifica degli autori più venduti del New York Times: il suo ultimo best seller è Let's just say it wasn't pretty.